La seconda vita del clochard Gennarino: ora ha una casa e un libro in cantiere

Tanti anni spesi per strada, in via del Borgo, dove in tanti gli erano ormai affezionati. Poi un brutto incidente, dopo il quale in molti lo davano per morto. Invece ....

Gennarino è uno dei personaggi di Bologna, humans of Bologna, come li definisce anche la nota pagina social. La sua casa è sempre stata via del Borgo di San Pietro e tutti lo conoscevano, nel bene e nel male: amato da molti (a dargli qualche spicciolo davanti al supermercato tanti studenti universitari), il clochard di origini siciliane destava però la preoccupazione di altrettanti e, in alcune situazioni, anche insistenti richieste di intervento per il degrado che ogni tanto procuravano i suoi atteggiamenti dovuti all'abuso di alcol, di cui era dipendente. 

Era. La sua seconda vita è cominciata dopo un incidente che molti davano per mortale (sulle vetrine dei negozi di zona l'ultimo saluto scritto su volantini): Gennarino fu investito da un'auto lo scorso 24 novembre su via Irnerio mentre, praticamente sdraiato sull'asfalto, si trascinava per attraversare l'incrocio rendendosi invisibile. Subito i soccorsi, le voci sulla gravità delle sue condizioni e quindi la notizia (poi smentita da una nipote che lo ha conosciuto e visto per la prima volta solo dopo l'incidente) del decesso. Da allora nessuno ha più visto Gennarino. 

Gennarino: nella sua strada lo credevano morto, per lui anche dei volantini

«Mio zio si trova a Palermo, sua città di origine - spiega la nipote, che lo hanno accolto a casa e che ogni giorni lo accompagnano all'ospedale per le terapie riabilitative - e si sta curando. La ripresa è lenta, ma sta procedendo con le cure.  Ha un bel caratterino, ma adesso lascia che ci si prenda cura di lui. Abbiamo festeggiato con lui i primi 100 giorni senza alcol e ha recuperato peso, goloso com'è di dolci cerchiamo di far leva su quello per rimetterlo in forze e farlo rialzare in piedi. Bologna gli manca, ma adesso ha ritrovato la sua famiglia e pur rimanendo un po' burbero, deve restare con noi». Insomma, un lieto fine inatteso, dopo anni passati ai margini per una storia d'amore finita male. 

"Bologna gli manca molto, ne parla spesso. Ha scritto anche un libro"

Il nome completo di Gennarino è Umberto Gennaro ed è scritto per bene, nero su bianco, su un libro nel quale si racconta: «Lo aveva scritto quando cercava di disintossicarsi dall'alcol, con l'aiuto della Comunità Sant'Egidio. Poi però non ce l'aveva fatto e aveva interrotto sia la riabilitazione che il progetto di scrittura. Ma adesso anche questo cerchio si è chiuso e il libro è qui davanti a noi, sfogliabile - racconta ancora la nipote dell'ex senzatetto - il titolo è "Una penna sola vorrei. Sette anni per leggerlo" e se ne sta occupando la stessa comunità che lo aveva a cuore, la quale lo vende su ordinazione. E' un sogno che si realizza per lui». 

In via del Borgo di San Pietro è quindi tempo di diffondere belle notizie: quello spazio vuoto che ha lasciato Gennarino, lì davanti a un portone o all'ingresso del supermarket, è stato riempito da una storia dal finale a sorpresa, quasi troppo bello per essere vero. Adesso Gennarino sta davanti al mare, nelle piazze di Palermo, in una pasticceria a festeggiare i suoi passi avanti. E un giorno sicuramente tornerà a Bologna a salutare tante facce amiche, magari autografando le copie del suo libro. 

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