Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Giampaolo Amato: "A mia moglie Isabella forse è scappata la mano con i farmaci"

L'oculista 65enne è accusato di aver ucciso la moglie, Isabella Linsalata, e la suocera, Giulia Tateo, con un cocktail di farmaci. In aula, rispondendo alle domande della procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dell'avvocato di parte civile Maurizio Merlini, lo specialista si è commosso più volte

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Preciso nel ricostruire i fatti con un eloquio forbito e abbondante e una memoria – apparentemente - di ferro. È così che Giampaolo Amato, l’oculista 65enne accusato di aver ucciso la moglie, Isabella Linsalata, e la suocera, Giulia Tateo, ha affrontato un lunghissimo interrogatorio davanti alla Corte d’Assise di Bologna. Lo specialista, in carcere da oltre un anno, è accusato di aver ucciso le due donne con un cocktail di farmaci, ha risposto a tutte le domande della procuratrice aggiunta, Morena Plazzi, e dell’avvocato di parte civile, Maurizio Merlini. A tratti si è commosso, in più passaggi si è innervosito, ma non ha mai esitato. Per lo specialista la moglie, che in aula ha chiamato a più riprese “Isina”, non era tuttavia dipendente da farmaci come tranquillanti e sonniferi, ma "non so – ha spiegato – se prendesse qualcosa e le è scappata la mano".  

Isabella Linsalata e la madre Giulia Tateo, da quanto è emerso dalle indagini, sono morte per aver assunto un mix di Midazolam e Sevoflurano, due farmaci ad uso ospedaliero utilizzati anche nell’ambito delle cure palliative. Per l’accusa Amato avrebbe avuto modo di prenderne alcune dosi, praticamente senza controlli, in una delle strutture in cui lavorava. E poi le aveva somministrate a moglie e suocera senza che se ne accorgessero.

Le "sonnolenze" di Isabella

Per Amato, invece, Linsalata a più riprese aveva episodi di “sonnolenza”. "I primi episodi risalgono agli anni dell'università" e si sarebbero intensificati, a detta dell’oculista, dopo che nel 2019 lui ha lasciato la famiglia perché aveva intrecciato una relazione con un'altra donna. Proprio per questo, Isabella Linsalata era andata in psicoterapia da Patrizia Burnori già dall’ottobre del 2018. Nel febbraio 2019, dopo essersi sentita male poco prima di una seduta, Isabella aveva fatto una serie di analisi ed era stata anche ricoverata due giorni in ospedale. Dagli esami delle urine era emerso un “eccesso di benzodiazepine. Questa cosa – ha spiegato Amato – mi aveva fatto preoccupare da morire”.

"Isabella però non mi ha mai specificato che tipo di farmaci prendesse per dormire e stare più tranquilla", ha aggiunto l’oculista precisando però che "l'unica cosa certa è che Isabella non si è suicidata". "Mia moglie non può essere considerata come un'addicted - ha ribadito l’imputato - ma in maniera inconsapevole probabilmente aveva alzato i dosaggi dei farmaci".

Amato nega di essere andato a casa della suocera e della moglie

Amato, che abitava temporaneamente nel suo studio, all’ammezzato di via Bianconi, 6 ha escluso di essere salito al primo piano, a casa della suocera, la notte della sua morte, tra l’8 e il 9 ottobre del 2021, e ha spiegato di essere stato a casa della moglie, sempre al primo piano,  tra il 30 e il 31 ottobre, solo pochi minuti intorno alla mezzanotte “per installare un decoder”.  Solo il giorno successivo l’oculista ha ritrovato il copro senza vita di Isabella Linsalata.

I rapporti tra marito e moglie, nonostante si stessero per separare, erano “comunque buoni” e dopo la morte della suocera, addirittura Amato e la moglie “si stavano riavvicinando” anche se il rapporto con la  nuova compagna “tra alti e bassi proseguiva ed era forte”.

L’avvocato Merlini ha anche affrontato il tema delle chat nelle quali Amato accusa la nuova compagna “con parole di una violenza verbale inaudita” di non “aver rispettato le promesse e di non essere andata a vivere con lui”. “Era tutto difficile e tutti erano contro di noi – ha spiegato Amato – ma tra noi c’era qualcosa di forte”. ““Per una tragedia – ha concluso – siamo stati tutti devastati, i miei figli, la mia nuova compagna e io”.  Si tornerà in aula il prossimo 3 luglio. 

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