Violenza sulle donne, Romanin: "C'è chi minimizza, anche la politica ha la sua responsabilità"

Oggi, 25 novembre, è la Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Bilanci e considerazioni della Casa delle Donne di Bologna: "Ancora molto da fare, bene che le più giovani denuncino subito"

Angela Romanin, presidente del coordinamento dei Centri antiviolenza dell’E-R

Il 25 novembre è la Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne e sono tanti gli eventi in città e in provincia, che la celebrano. Angela Romanin, presidente del coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna spiega perchè questa giornata è così importante: "Il 25 novembre dovrebbe essere tutti i giorni. E' importante perchè in questa giornata il fenomeno della violenza sulle donne può essere più visibile attraverso le iniziative, i dati e le informazioni forniti da enti competenti, mentre durante l'anno assistiamo a una grande mistificazione del problema, dalla minimizzazione alla negazione, alla giustificazione. Ricordiamo titoli che parlano di 'giganti buoni', raptus e gelosie, meccanismi che invece di diminuire crescono anche a causa di interventi da parte di persone con una certa responsabilità mediatica come politici e le politiche. Almeno in questa giornata speciale tutto è più visibile e vediamo nelle piazze, alle manifestazioni, quanti sono gli uomini e le donne che dicono no". 

Tutti gli eventi della Giornata contro la violenza sulle donne a Bologna e provincia

E' una questione culturale e proprio dalla cultura può arrivare il cambiamento? "La violenza sulle donne non è un fattore biologico, ma storico e culturale e quindi qualcosa che possiamo cambiare. Ed è proprio la cultura che ha un ruolo importante nella sensibilizzazione: pensiamo ai film e agli spettacoli teatrali che rivisitano storie e miti, che analizzano il linguaggio e le strutture culturali...". 

Chi sono le donne che chiedono aiuto a Casa delle Donne cercando protezione? "Sulla provenienza delle donne che chiedono aiuto il dato è un terzo straniere e due terzi italiane, mentre per ragioni abbastanza ovvie (scarsezza di mezzi e di rete) quelle che chiedono ospitalità sono per lo più straniere. Tante dell'Est Europa, molte dal Magreb. Prevalenza di nigeriane nel progetto contro la tratta. La fascia di età più rappresentata è quella degli anni centrali della vita, quando si ha una famiglia: siamo quindi fra i 25 e i 45 anni. Un elemento interessante e confermato anche dalle statistiche Istat però è l'aumento delle donne più giovani che si allontanano dalla violenza molto prima rispetto a qualche anno fa. Consideriamo nei primi anni '90 si rivolgevano al nostro centro dopo 12/15 anni di maltrattamenti..". 

Tanti gli appuntamenti in programma non solo oggi, ma anche nei prossimi giorni. Quacosa da segnalare? "Fra i tanti eventi vorrei porre l'accento segnalo una cosa che personalmente che mi interessa molto e che trovo significativa: è il convegno del 28 novembre alla Fondazione Forense, dove si parlerà degli aspetti giuridici della violenza sulle donne e come funzionano i tribunali. Molte donne infatti in questa difficile gesione della giustizia spesso vivono un gap. Bene che il Governo abbia di recente approvato il 'Codice Rosso', ovvero una corsia preferenziale per le denunce nei casi di violenza domestica o di genere, ma nelle nostre case protette arrivano donne ad alto rischio di violenza grave o letale e per loro servirebbe un lavoro coordinato maggiormente con le Forze dell'Ordine, Magistratura e i servizi sociali". 

E ci sono anche dei centri di trattamento per uomini violenti...A Bologna quanti sono e come stanno andando? "A Bologna sono due, uno di Ausl e uno organizzato autonomamente, nati quasi contemporaneamente nel 2017. In tutta la regione Emilia-Romagna gli uomini seguiti in un anno (il 2018) sono stati 249, di cui 50 stranieri e 193 con figli. 21 in carcere. Noi su questo abbiamo sempre insistito: la violenza è un problema maschile". 

Un po' di numeri: i dati 2019 sul tema violenza sulle donne

Sono 4.871 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza emiliano-romagnoli nel corso del 2018, 2.454 le nuove accolte. In sostanziale continuità i numeri registrati nei primi sei mesi del 2019: 1.750 donne in percorso e 1.250 nuove accolte.I dati sono quelli del secondo Rapporto sulla violenza di genere dell'Osservatorio regionale, presentato in Regione. Tra il 2016 e il 2018, l'Emilia-Romagna ha investito 10 milioni per la prevenzione del fenomeno della violenza sulle donne. Attualmente, la Regione mette a disposizione dei propri cittadini 21 centri antiviolenza e 40 case rifugio: a inizio legislatura erano rispettivamente 14 e 22.

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Prevenzione: la Polizia di Stato oggi in Piazza Maggiore 

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e nell’ambito delle iniziative già realizzate della campagna “Questo non è amore”, la Polizia di Stato, come ogni anno, ha organizzato nella mattinata di oggi, 25 novembre in Piazza Maggiore, un evento d’informazione e di sensibilizzazione con la distribuzione della terza edizione dell’opuscolo "Questo non è amore", pensato come strumento utile per diffondere informazioni sul fenomeno, in particolar modo sugli strumenti a tutela delle vittime. All’iniziativa, che rappresenta un importante punto di riferimento delle strategie di carattere preventivo della Polizia di Stato, parteciperanno, oltre a personale della Questura di Bologna, anche esponenti delle Associazioni “Psicologi per i Popoli Emilia Romagna” e “Senza Violenza”.

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