Cronaca

Ex vicequestore Giovanni Preziosa, accusato di corruzione: a giudizio il 13 gennaio

L'ex dirigente del commissariato Santa Viola, arrestato i primi di settembre per rivelazione di segreti d'ufficio, peculato e per corruzione a giudizio

Giovanni Preziosa, vicequestore ed ex dirigente del commissariato Santa Viola, arrestato i primi di settembre per rivelazione di segreti d’ufficio, peculato, accesso abusivo a sistema informatico e anche per corruzione, andrà a giudizio immediato, ovvero nessuna udienza preliminare, ma direttamente al dibattimento il 13 gennaio.

Tra i capi d'accusa, informazioni riservate fornite a diversi imprenditori, in cambio di denaro, coinvolti nella realizzazione del Mose di Venezia. La Guardia di finanza dopo verifiche fiscali aveva scoperto fondi neri e false fatturazioni da parte di un'agenzia di brokeraggio di San Marino.

A metà ottobre, inoltre, la Mobile di Bologna aveva perquisito la casa di Preziosa a Pianoro, trovando una settantina di pezzi, tra pistole e fucili da caccia di vario calibro, in parte sequestratati: la polizia amministrativa della questura in casa del collega per ritirare le armi d'ordinanza, trovò incongruenze tra quelle denunciate e la documentazione relativa.

GIOVANNI PREZIOSA. Pugliese di Bisceglie, 58 anni, entrò in polizia nel 1983 e nel 1988 divenne capo della Omicidi della squadra mobile bolognese, dove si trovava quando alla fine del 1994 la questura subì lo scossone degli arresti dei agenti-criminali della Uno Bianca. Preziosa guidò il commissariato del centro-storico, il 'Due Torri-San Francesco', dove restò sino alla fine del 1998, quando esplose una polemica che lo coinvolse: durante una trasmissione su una radio locale a cui partecipava, agenti e funzionari del suo commissariato intervennero in diretta al telefono spacciandosi per cittadini allarmati dall'aumento della microcriminalità, criticando i vigili urbani. L'allora sindaco Ds Walter Vitali chiese la rimozione del dirigente. Il vicequestore, pur non essendo sottoposto a procedimento disciplinare, fu trasferito in provincia, al commissariato di San Giovanni in Persiceto.

INGRESSO IN POLITICA  E 'VIGILI RAMBO'. Nel '99, chiese e ottenne l'aspettativa e accettò di candidarsi nelle liste di An alle europee. Non riuscì ad andare a Bruxelles, ma in città superò Gianfranco Fini nelle preferenze. E Guazzaloca, appena eletto, lo chiamò nella sua squadra facendone uno dei primi assessori alla Sicurezza d'Italia, delega che poi gli revocò nell'autunno 2000 in seguito alle polemiche sulla costituzione di una società privata di consulenza in tema di sicurezza. Ci fu anche un'inchiesta, poi archiviata. Della sua esperienza in Giunta, si ricorda la creazione dei 'vigili-rambo', un discusso nucleo sperimentale della polizia municipale voluto da Preziosa, da utilizzare come strumento operativo contro il degrado.“

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