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Lunedì, 27 Maggio 2024

Erika Bertossi

Collaboratrice cronaca ed eventi

Giulia e Alessia, le figlie di tutti noi

"Non dovevano essere fuori di notte a quell'età": la tragedia delle ragazzine morte alla stazione di Riccione innesca il dibattito

La linea gialla (quella che non si può oltrepassare) sui social non c'è. Si superano i confini, si danno giudizi, si traggono conclusioni, si provocano reazioni talvolta eccessive e, nascono anche profonde riflessioni (quando va bene) che mettono a confronto generazioni e tempi diversi. Esattamente quello che sta accadendo in queste ore, dopo il tragico incidente che ha ucciso le due sorelle di Madonna di Castenaso Giulia e Alessia Pisanu, travolte da un Frecciarossa nella stazione di Riccione, dove stavano attraversando i binari (invece che imboccare il sottopassaggio) per raggiungere un treno. Rientravano da una serata in discoteca e avevano 15 e 17 anni. Vengono i brividi al pensiero della telefonata a casa da parte delle Forze dell'Ordine, del riconoscimento dei corpi fatto dal padre delle ragazze. 

Una "magnolia che doveva ancora sbocciare". Il commovente addio ad Alessia 

Comunità e community: la fretta di sentenziare e dare giudizi

Una comunità sconvolta fatta di conoscenti e vicini del comune del bolognese ("erano belle e brave" racconta chi le conosceva), una community frettolosa, che scrive sulla tastiera pensieri taglienti e che, soprattutto, sente l'esigenza di schierarsi (spesso contro).

Contro i genitori "troppo permissivi" ("Due ragazzine da sole a 100 km da casa post discoteca? A quell'età manco al cinema a 50 metri da casa mi facevano andare da solo. Bah"); contro chi non rispetta il dolore della famiglia ("Tutti psicologi e dispensatori di consigli con i figli degli altri, privi di tatto e umanità, senza comprendere che i commenti sono fuori luogo, doveroso un silenzio o un pensiero 'umano' in segno di rispetto"); contro chi non pensa a chi stava conducendo quel treno ("Voglio spendere due parole per il ferroviere che guidava la Freccia al quale va un mio grande abbraccio perché immagino la sua disperazione quando si è visto due ragazze davanti al treno e sapendo che tutto ciò che poteva fare non sarebbe comunque servito a nulla per evitare l’impatto"); contro chi non capisce che a quell'età ci si sente invincibili e immortali ("Alla loro età credo che più o meno tutti abbiamo fatto fesserie, anche grosse, che oggi raccontiamo ridendo perché ci è andata bene" Purtroppo a qualcuno andava male, allora come adesso. Dispiace un sacco, inutile parlare di colpe). Persino contro i giornali che permettono di lasciare commenti quando in generale non ci si meriterebbe neppure il diritto di esprimere un pensiero. E c'è anche la spiegazione: "Così prendono più click". 

"Giulia e Alessia sono le figlie tutti noi", questa forse la conclusione più intelligente in un mare di parole e di grassetti, emoticon e banalità ripetute ancora e ancora.

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Una tragedia uguale a tante altre: è così facile morire? 

Come si fa a non sentire e accorgersi di un treno che sta arrivando? Ce lo siamo chiesti quando al Lazzaretto è stata investita una ragazzina di 17 anni, quando uno studente non ancora maggiorenne ha perso la vita sui binari di via Michele Ferro a Crespellano. E ricordiamo infine (ma tante altre ce ne sono) la tragedia di Cinzia Anastasio, che morì a 15 anni insieme alla sua amica, al passaggio a livello Due Madonne. Ce lo chiediamo ogni volta e la risposta è evidentemente che sì, è possibile non avvertire la presenza di un treno in transito quando anche se è vietato, ma ci sembra più immediato, decidiamo di oltrepassare la linea gialla e attraversare i binari. 

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Giulia e Alessia investite dal treno a Riccione: testimonianze e ipotesi 

Intanto si indaga. Non si sa ancora come siano andate davvero le cose e le videocamere di sorveglianza della stazione di Riccione avrebbero ripreso l'ingresso delle ragazze nell'edificio, ma non il momento dell'investimento sul primo binario. Sono diverse però le testimonianze delle persone che erano lì: le due sorelle avrebbero detto a un uomo che era al lavoro, di aver subito il furto di uno dei due telefonini (l'altro è stato fondamentale per arrivare all'identità delle vittime) e a lui sarebbero sembrate un po' confuse. Forse molto stanche dopo la nottata trascorsa in Riviera. Avrebbero chiesto al bar se ci fosse un bagno e subito dopo è successo quel che purtroppo non doveva succedere. 

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