Cronaca

Omicidio Caramazza, Giulio Caria: "Sono innocente, ci dovevamo sposare il 20 luglio"

Dai racconti di Caria, l'omicida di Silvia Caramazza sarebbe un killer ancora in circolazione. Fornisce alcuni particolari e il ritorno di "un'ombra" dal passato della vittima: "Analizzate le impronte sul freezer e le immagini delle telecamere"

Si dichiara assolutamente innocente Giulio Caria, compagno e principale sospettato dell'omicidio di Silvia Caramazza, trovata in un freezer dalla polizia nel suo appartamento di viale Aldini. Lo ha fatto parlando con il proprio avvocato, Gennaro Lupo, che lo ha incontrato in carcere a Sassari e lo ribadirà domani durante l'udienza di convalida davanti al Gip.

"IN CIRCOLAZIONE C'E' UN PERICOLOSO ASSASSINO". Caria, ha raccontato il legale, ha riferito di essere vittima di un equivoco, sostenendo che è in circolazione un pericoloso assassino. L'uomo, tra l'altro, ha spiegato di essersi accorto che nell'ultimo periodo la vittima, con la quale aveva in programma di sposarsi il 20 luglio, aveva riallacciato via internet un legame con "un'ombra del passato", motivo per cui lui aveva tentato di "farsi ancora più vicino a lei e di essere molto premuroso". Su questo punto, la difesa chiede agli inquirenti di analizzare il traffico web della donna, negli ultimi tre mesi.

GLI SPOSTAMENTI. Caria sostiene che Silvia gli aveva detto di aver intenzione di partire per una vacanza 'da single' in Sicilia, e che lui l'ha accompagnata in stazione il 16 giugno. A quel punto, prima è andato a Sestola, sull'Appennino Modenese, a stipulare un contratto di affitto per un appartamento dove la coppia avrebbe passato un periodo di vacanze estive, ha indicato agli investigatori di assumere le testimonianze di alcune persone che lo hanno visto.

In seguito sarebbe tornato a Bologna, e dopo aver sistemato alcune cose per la propria impresa edile - ha spiegato di aver preso del materiale dalla casa in viale Aldini con due sacchi scuri - è partito per la Sardegna, con regolare biglietto e traghetto, per preparare le nozze: lì ha appreso quello che era successo alla donna e di essere ricercato. Infine, il 34enne sostiene di non aver mai avuto un freezer a pozzetto (come quello dentro al quale giovedì scorso è stato ritrovato il corpo della donna, la cui scomparsa era stata denunciata il 19 giugno da un'amica) e si augura che la polizia analizzi le impronte digitali sull'elettrodomestico e acquisisca le immagini del sistema di videosorveglianza del condominio di viale Aldini, dalle quali potrebbe emergere chi ha portato l'oggetto, a suo dire così ingombrante che una sola persona non avrebbe potuto trasportarlo.

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