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Barricata anti-profughi a Gorino, Borgonzoni: "E' il Governo a doversi vergognare"

Il caso del comune ferrarese che ha respinto gli immigrati ha indignato molti, ma c'è chi se lo aspettava: "Il clima è questo - dice Lucia Borgonzoni - temiamo possa accadere di peggio. Gli italiani sono esasperati"

Gorino è un paese del ferrarese che dista da Bologna 121 chilometri. Fino a ieri nessuno sapeva dell'esistenza di questa frazione del comune di Goro, ma oggi tutti lo conoscono, dopo che i suoi abitanti hanno barricato le strade per impedire a undici donne e quattro bambini provenienti da Nigeria, Costa d’Avorio e Guinea di venire accolti nel loro ostello come deciso dal prefetto Michele Tortora.

Le barriere fatte di bancali di legno sollevate in tre punti di accesso di Gorino e presidiate dai cittadini sono riuscite ad impedire al pullman che trasportava i richiedenti asilo di fare ingresso e insediarsi suscitando reazioni fortissime da mondo della politica, ma anche dal web, con twitt e post al veleno nei confronti di chi si è rifiutato di aiutare prsone in difficoltà "italiani di cui ci si vegogna" sono stati definiti: "Quello che è avvenuto ieri non è accettabile - il commento del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini -  Ancor più alla luce del fatto che in quel territorio non vi è un solo profugo e che se tutti, fanno la loro parte noi saremmo in grado di avere una distribuzione molto più equa e con meno tensioni".

Per il ministro Angelino Alfano "è stata disonorata l'Italia".

Diverso l'approccio della leghista Lucia Borgonzoni, che sottolinea quanto sia fin troppo chiaro che per responsabilità delle politiche governative il clima si sia a tal punto scaldato, da portare dei cittadini italiani e costruire delle barricate: "Gli unici che si dovrebbero vergognare sono il Prefetto che offende i cittadini e dovrebbe essere rimosso immediatamente ed Alfano, (anche se temo che non sia uno staro d'animo che conosca anche se dovrebbe) visto che questa situazione fuori controllo nel Paese, se dovesse avere un nome, in primis avrebbe il suo".

"Non solo stanno esasperando, spaventando e umiliando i cittadini italiani, ora passano a requisirne le proprietà. Se succederà qualcosa di più grave in un qualunque paese della Penisola, la colpa non sarà dei cittadini italiani, ma di un governo scellerato che li vuole sostituire con dei migranti economici, per svariati motivi, tra i quali credo non sia sbagliato pensare che ci sia anche l'abbassamento del prezzo del lavoro e dei diritti dei lavoratori". 

"La situazione è veramente preoccupante, basta che qualcuno reagista da una parte o dall'altra e potrebbe accendersi una miccia, che rischierebbe di incendiare l'Italia da nord a sud...tutto ciò sarebbe evitabile con un'inversione nelle politiche migratorie, dai campi profughi fatti nei paesi nord africani, ai rimpatri (ad oggi non fatti), delle decine di migliaia di clandestini presenti sul territorio". 

Fra i tanti che hanno commentato la vicenda anche Daniele Ara, presidente di un quartiere (in Navile) nel quale l'intagrazione è una parola d'ordine: "Un Paese che non sa accogliere 12 donne con bambini è un paese destinato a morire. Tutti prima o poi nella storia hanno avuto bisogno della solidarietà di altri, che si parli di carestie, guerre, terremoti e alluvioni...". 

IL SARCASMO SUI SOCIAL. E mentre i salotti politici analizzano la vicenda, il web reagisce anche con sarcasmo. Fra gli eventi creati su Facebook anche la "Gita a Gorino dipinti di Nero: vista l'accoglienza dei Gorinesi si propone di recarsi in massa nel paesello il 2 novembre vestiti di nero e dipinti di nero per scacciare la xenofobia dai poveri ignoranti abitanti benestanti" oppure "Un Halloween da Profughi a Gorino. Gli abitanti di Gorino hanno dimostrato una inaspettata capacità di accogliere il prossimo e di condividere col mondo la propria ricchezza, materiale e non (?). Perché non organizzare davvero una bella manifestazione pacifica per ringraziarli? Diamo un aiuto ai nostri amici gorinesi. Aiutiamoli. A casa loro". 

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