Cronaca

Granarolo: 41 facchini licenziati, a rischio il permesso di soggiorno

Il Coordinamento Migranti rende noto che molti dei facchini licenziati entro il mese potrebbero perdere il diritto a rimanere in Italia: "E' un segnale, se lottate, il vostro permesso di soggiorno è a rischio"

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Avevano protestato il primo giugno per le vie di Bologna i lavoratori della logistica in corteo contro i 41 licenziamenti delle cooperative che operano per la Granarolo.

Nei giorni precedenti si erano susseguiti picchetti e anche il blocco dell’interporto. "Lo Stato che con le sue leggi fa dipendere i migranti dal permesso di soggiorno e, attraverso il Garante, dichiara il latte e lo stracchino beni di prima necessità con la speranza di bloccare le lotte" si legge nella nota del Coordinamento Migranti, I facchini licenziati sono iscritti al Si Cobas, il sindacato più attivo in questi mesi "Non è un caso che i provvedimenti punitivi abbiano colpito loro", continua la nota.

Quasi tutti immigrati i lavoratori della logistica così come i 41 licenziati: alcuni rischiano il permesso disoggiorno che scadrà entro fine mese. Secondo il Coordinamento Migranti l'azienda vuole "mandare un segnale a tutti i migranti: se lottate, il vostro permesso di soggiorno è a rischio".

Il Coordinamento Migranti, fa sapere, che sosterrà "le lotte dei lavoratori della Granarolo per il miglioramento delle condizioni di lavoro e si schiera in modo netto dalla parte dei 41 licenziati. Mentre sosteniamo la domanda di reintegra dei licenziati, affermiamo anche che nessuno deve perdere il permesso di soggiorno a causa dei licenziamenti: a differenza del Garante, per noi bene di prima necessità è il permesso di soggiorno .., Siamo pronti a mobilitarci con loro nei confronti di Questura e Prefettura per fare in modo che nessuno perda il permesso".

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