Cronaca

Green Pass, la certificazione verde per viaggiare. Gualmini: "Emilia-Romagna meta appetibile e sicura"

Una certificato verde anche per partecipare ai matrimoni e per viaggiare. Nel decreto 17 maggio si legge che dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti con il "pass"

Un certificato verde anche per partecipare ai matrimoni e per viaggiare. Nel decreto 17 maggio si legge che dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti tramite uso della certificazione.

"E' fondamentale perchè questo paese ha bisogno di ripartire, quindi lo sosteniamo", avevano dichiarato l'assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini, e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. 

"Garantire regole chiare e semplici per far sì che i turisti possano venire in Italia in sicurezza. Subito il green pass nazionale per muoversi tra le regioni, no a isole Covid-free - aveva scritto in una nota l'eurodepuata PD, Elisabetta Gualmini: "La cosa più importante è che non ci siano disparità tra i vari paesi dell’Unione Europea. Per giugno è atteso il sistema europeo che produrrà i Certificati Verdi Digitali". 
‘Da metà maggio si apre quindi una nuova fase per il turismo – prosegue Gualmini –, un pilastro del Pil italiano e un pezzo forte dell’economia romagnola, con l’alto numero di arrivi di turisti – italiani e stranieri – che ogni anno si affaccia in particolare sulla Riviera. Il 2020 ci ha insegnato come le risorse di questo territorio possano essere davvero tante, anche per ciò che concerne il turismo ecosostenibile e sportivo, o le visite ad affascinanti borghi dimenticati. Grazie all’efficiente sistema dei trasporti e alla rodata macchina ricettiva emiliano-romagnola ci sono tutti i presupposti perché l’estate 2021 sia di completo rilancio per il settore turistico e l’Emilia-Romagna possa tornare ad essere una meta appetibile e sicura’. Anche sul piano dell’occupazione, il settore turistico deve essere sostenuto e aiutato per poter ricollocare tutte gli operatori e i lavoratori ad oggi ancora “sospesi” e per poter offrire nuove opportunità di impiego". 

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Quali sono i  parametri per ottenerlo? 

- L'avvenuta vaccinazione al termine del prescritto ciclo. 
- Guarigione da COVID-19, con cessazione dell’isolamento 
- Effettuazione del tampone antigenico rapido o molecolare con esito negativo 

Attualmente le regole prescrivono che il green pass serve per passare tra regioni di colore diverso: per entrare in Valle d'Aosta, che attualmente è zona arancione, è necessario avere il green pass. Ma i territori hanno implementato anche ulteriori misure: per la Sardegna bisogna registrarsi, certificare la vaccinazione o la negatività al tampone non oltre 48 ore dalla partenza. Per la Sicilia serve la registrazione e l’esito negativo del molecolare massimo 48 ore prima del viaggio.

Ad oggi inoltre non è possibile viaggiare avendo ricevuto una sola dose di vaccino ma con due eccezioni. La prima è aver ricevuto l'immunizzazione attraverso il siero di Johnson & Johnson, che è monodose. La seconda è di essere stati contagiati da Covid-19 ed essersi negativizzati da almeno sei mesi. E questo perché per i guariti la prescrizione è di ricevere una sola somministrazione. 

Il certificato verde per gli spostamenti 

I bambini al di sopra dei due anni sono obbligati al tampone per l'ingresso nel nostro paese, nel caso in cui siano guariti dal Covid 19 da meno di 6 mesi, basterà allora un certificato del pediatra.

Fino al 31 luglio chi arriva da uno dei 27 paesi dell'Unione Europea, oppure dal Regno Unito o da Israele, non ha più l'obbligo di quarantena ma dovrà esibire il risultato negativo di un test del tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore che precedono l'ingresso in Italia. Questa condizione vale per tutti, anche per i vaccinati o per chi è guarito dal Covid, e almeno fino all’entrata in vigore del “green pass europeo”.

Invece chi arriva da Stati Uniti; Australia, Nuova Zelanda, Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia, Canado o Giappone deve avere un tampone negativo 72 ore prima della partenza e rispettare comunque una quarantena ridotta di dieci giorni. L'ingresso è invece vietato da Brasile, India, Sri Lanka e Bangladesh. Chi dall'Italia vuole viaggiare in Europa invece deve rispettare le regole diversificate per ogni paese. In Spagna è necessario il risultato negativo di un test del tampone 72 ore prima della partenza, in Grecia serve anche il certificato vaccinale. Nel Regno Unito sono necessari 10 giorni di quarantena e due tamponi da prenotare e pagare prima del viaggio. 

L'ingresso negli Usa è attualmente vietato agli italiani e a chi è stato in Italia nei 14 giorni precedenti. Ci sono due eccezioni: la prima riguarda i residenti permanenti negli Stati Uniti e i familiari dei cittadini americani. La seconda è aver viaggiato con un volo Covid-Free o Covid-tested. Si tratta di viaggi che collegano quattro scali italiani - Roma, Milano, Napoli e Venezia - con gli aeroporti di Stati Uniti, in Canada, Emirati Arabi e Giappone. Chi viaggia su queste tratte deve sottoporsi a un test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti alla partenza e a un secondo tampone all’arrivo, ma non è obbligato a un periodo di isolamento fiduciario.

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