Cronaca

Voci dalla piazza contro il Green Pass: "Non siamo contro il vaccino, molti se lo sono anche fatto, ma contro il pass"

INTERVISTA Parla Francesco, uno studente universitario che sabato scorso era in piazza a protestare vs il certificato verde: "Richiami di così forte impatto come il paragone con nazismo e olocausto rischiano di nascondere le ragioni del dissenso" 

Francesco è uno studente universitario di 24 anni e sabato ha partecipato alla manifestazione contro il green pass che ha portato in Piazza del Nettuno un migliaio di persone contrarie al decreto sull'obbligo del certificato vaccinale. Una protesta che si è svolta più o meno contemporaneamente in diverse città d'Italia e che ha suiscitato non poche polemiche, inclusa quella sul paragone con una dittatura e in particolare nazismo e olocausto, con tanto di foto di Hitler in mano a qualche manifestante. Anche Liliana Segrè si è espressa a tal proposito: “Il paragone tra vaccini e Shoah è follia, il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza”. Ma chi sono questi manifestanti? Sono tutti no-vax? Quali sono le loro ragioni? Chi c'è lì in mezzo e perchè? 

"Il problema non è il vaccino, ma il certificato vaccinale"

Lì in mezzo, all'ombra del Nettuno, c'era anche Francesco: "Premetto che non sono un cosiddetto no-vax. Mi sono sottoposto a vari tipi di vaccino, così come anche diversi partecipanti alle manifestazioni di sabato sono vaccinati contro il Covid19. Il problema è il certificato vaccinale per accedere a determinati luoghi. Molti dicono: "protestano perché non possono andare al ristorante o allo stadio". Ma in realtà non è questo il motivo. Per il momento il green pass è necessario per accedere a luoghi pubblici come teatri, cinema, ristoranti al chiuso, ecc...ma si sta discutendo, come dichiarato dal premier Draghi in conferenza stampa, se estenderlo ai trasporti o ad altri luoghi/situazioni. In questo modo, anche chi utilizza i mezzi pubblici per andare al lavoro o a scuola, come i ragazzi molto giovani, sarà costretto a sottoporsi al vaccino". 

Il green pass visto come "limitazione" per le attività che sono state costrette a chiudere

"Inoltre credo che il green pass sia una penalizzazione per le tante attività che nei mesi precedenti sono state costrette a chiudere. Occorre chiedersi se siano effettivamente quelli i luoghi in cui si registrano i contagi. Per quanto riguarda i ristoranti, credo che le misure attualmente in vigore non abbiano creato particolari problemi. Mi domando se con il green pass aumenterà la capienza all'interno dei locali e si potrà stare senza mascherina, altrimenti non capisco per quale motivo venga chiesta una certificazione vaccinale". 

A proposito del paragone con le dittature? "La storia è maestra di vita e non bisogna mai dimenticare gli orrori del passato. Tuttavia, così come ritengo sia anacronistico al giorno d'oggi definire qualcuno fascista o comunista, allo stesso modo ritengo fuori luogo e irrispettosi i riferimenti al nazismo e all'olocausto. Inoltre, questi richiami di così forte impatto rischiano di nascondere le ragioni del dissenso". 

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