Cronaca Zona Universitaria / Via Giuseppe Petroni

Green Pass al ristorante. La Cambusa: "Non lo chiederemo, non siamo organi di polizia e non possiamo rimetterci per decisioni scellerate dello Stato"

Francesco Busacco: "Fino al 2019 non avevo debiti, adesso si. Non posso permettermi di mandare via le persone"

Da oggi entra in vigore il Green Pass, e la Certificazione verde COVID-19 è richiesta per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in "zona rossa" o "zona arancione". Ciò nonostante, c'è chi non chiederà l'esibizione del documento nel proprio locale. E' il caso del ristorante La Cambusa in via Petroni. Abbiamo incontrato il titolare, Francesco Busacco, per capire il perché di questa scelta.

Francesco, lei non chiederà il Green Pass. Cosa l'ha spinta a questa scelta?

"Noi non chiederemo il Green Pass perché non è compito nostro. I ristoratori non sono organi di polizia, non è un controllo che spetta a noi e le motivazioni sono molte. Se il Governo fa scelte scellerate non è colpa nostra, ora basta. Di regola potrei far entrare le persone vaccinate, che comunque possono trasmettere il Covid, e coloro che hanno fatto un tampone, e quindi il Covid non ce l'hanno. Ma se qualcuno lo contrae, perché magari un vaccinato lo ha ed è asintomatico, di chi è la colpa? Come potremmo saperlo noi? Questa cosa della certificazione non ha alcun senso..."

Lei è vaccinato?

"Si, certo. Con tutte e due le dosi previste"

Nelle ultime settimane c'è stata un po di confusione, e spesso chi manifestava contro il Green Pass passava anche per no vax...

"Su questo voglio fare molta chierezza. Io così come molti miei colleghi siamo pro vaccino, ma contro l'esibizione del Green Pass nel nostro settore. Lo Stato non può scaricare le sue inadempienze su di noi che siamo già tartassati da due anni di pandemia. Non mi posso permettere di mandare via le persone, di perdere ancora clienti. Non è proprio possibile per le condizioni in cui stiamo andando avanti"

Negli ultimi due anni è possibile quantificare le sue perdite a causa della pandemia?

"Sono state pesanti, molto forti, ma non mi ci siamo mai arresi e non lo faremo adesso. Non mollo il locale ma cerco di pagare i debiti. Pensi che fino al 2019 non avevo un euro di debito, e dopo due anni mi ritrovo a dover fare i conti con debiti e decisioni che non fanno altro che danneggiarci come categoria. Se lo Stato si vuole fare carico dei miei, anzi dei debiti di tutti noi, va bene, altrimenti noi proseguiamo su questa strada. Già dovremo lavorare gratis per i prossimi anni per rientrare nelle spese... non è proprio plausibile assecondare la regola della certificazione".

Non teme di perdere clienti con questa decisione?

"Partiamo dal presupposto che i clienti gia non ci sono, quindi la mia paura è di perderne ancora di più. Di base la mia clientela varia tra i 18 e i 25 anni, sono tutti ragazzi che vogliono fare il vaccino probabilmente, ma che vista la fascia di età hanno le prenotazioni a settembre perché l'Emilia Romagna ha rallentato le somminsitrazioni. Che faccio? Li mando via se vengono senza Green, e neanche per colpa loro?Assolutamente no".

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