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Cronaca

Green Pass a scuola: "C'è chi si presenta con l'avvocato, ma sono pochissimi irriducibili"

Il personale scolastico in Emilia-Romagna è vaccinato oltre il 90 per cento. A due settimane dalla ripartenza delle scuole, pesano i problemi di burocrazia digitale e banche dati. E' il caso dei prof in regola ma con la certificazione scaduta

C'è qualche irriducibile che arriva a presentarsi davanti al posto di lavoro con l'avvocato, altri invece fotografano i delegati alla validazione del Green Pass, ma nel complesso si tratta di pochissimi casi. Più rilevante il problema degli inghippi burocratici attorno alla certificazione verde, con il lasciapassare negato anche se il vaccino è fatto.

E' la parziale fotografia del mondo della scuola -che in questi giorni con le programmazioni ha ricominciato a lavorare- alle prese con il Green pass, in attesa dell'apertura del 13 settembre.

Difficoltà che però non passano dal numero delle vaccinazioni: in Emilia-Romagna solo il 5 per cento del personale docente e non docente manca all'appello con la prima dose di vaccino, un dato ben al di sotto della media nazionale.

Mentre le vaccinazioni in regione per il settore scolastico superano il 90 per cento (solo il 5 non ha ancora la prima dose) due sembrano essere le categorie di problemi con il lasciapassare nelle scuole. Ci sono i cosiddetti 'irriducibili', ovvero chi non ha fatto e non vuole fare il vaccino o il tampone, e c'è il personale scolastico vittima della burocrazia digitale, con la certificazione negata per vizi procedurali del sistema.

Davanti a scuola con l'avvocato e i carabinieri

Sui cosiddetti No pass "stiamo parlando di pochi, pochissimi casi, che si contano nelle dita di una mano" commenta Lamberto Montanari, presidente regionale dell'associazione nazionale presidi - Anp., che fa il punto della situazione.

"Abbiamo avuto -aggiunge il dirigente- questo insegnante di un istituto comprensivo a Bologna, che la mattina si è presentato con un avvocato e ha poi chiamato i carabinieri. Ovviamente i militari hanno supportato la posizione del dirigente scolastico: non si può venire davanti l'istituto con il proprio legale, a diffidare il funzionario che verifica i Green pass perché considerati illegittimi".

Gli episodi di resistenza più o meno passiva non si escauriscono qui. In altri casi, continua Montanari, "ho ricevuto segnalazioni di personale che fotografa i delegati alla verifica della certificazione, mentre stanno lavorando. In altri istituti sono stati proprio i dipendenti all'ingresso a chiamare i carabinieri". Gli episodi si contano ancora nell'ordine delle unità in alcune province emiliane, ma questa secondo Montanari è "una situazione che a lungo andare può diventare sfibrante, ed esasperare gli animi".

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I problemi burocratici: vaccino fatto ma niente Pass

Le spie del disservizio attorno al Green pass vanno però ben oltre il 'folklore'. Tra il personale infatti c'è chi ha un serio problema: per vari motivi il sistema non ha registrato la profilassi effettuata del soggetto, e in diversi stanno rimanendo fuori dal posto di lavoro.

"C'è la vicenda di alcuni dipendenti, guariti e con una dose fatta. Il sistema ha però emesso un Green Pass temporaneo in attesa di seconda dose, che ormai è scaduto", dettaglia Montanari. "In altri casi la puntura è arrivata troppo a ridosso di settembre, e i codici non sono ancora pronti". Tutte problematiche non ascrivibili a una volontà politica di 'boicottare' il Green Pass, ma unicamente da ricercare da qualche parte nelle banche dati di Ausl, governo e regioni. Sta di fatto che i soggetti in questione non possono ancora accedere ai locali di lavoro. I numeri, fortunatamente, sono ancora piuttosto contenuti.

In attesa del sistema unificato: all'apertura niente più controlli uno a uno

Di qui al 13 settembre, giorno della riapertura, un altro ostacolo dovrà essere superato. Al controllo uno a uno dei Green Pass subentrerà una banca dati che permetterà ai controllori di vedere solo chi non è in regola con la certificazione, per passare poi alla verifica puntuale tramite Qr code.

"Qui il ministero della Salute e della pubblica amministrazione si devono dare una mossa, perché si rischia di far scontare ai dipendenti una responsabilità che non compete loro. In più c'è da dire che molti organici amministrativi sono allo stremo" e quindi ancora più in difficoltà a dover reperire personale per controllare i Pass. Per ora il portale dedicato è in via di sviluppo: ultima fermata il 13 settembre, all'apertura delle scuole. Senza uno snellimento della procedura di ingresso si potrebbero verificare code e assembramenti.

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