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GdF, operazione "Mandrake": fallimenti pilotati per evadere le tasse, 11 indagati e sequestri

Il sistema sarebbe stato ideato da un consulente, a vantaggio di una famiglia di imprenditori operanti nel bolognese, nel settore del trasporto merci

 

Bancarotte per evadere le tasse. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno portato alla luce un "sistema" di fallimenti pilotati e un’ingente evasione fiscale, dando esecuzione a provvedimenti di sequestro emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano, nei confronti di 11 indagati per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Il sistema truffaldino sarebbe stato ideato da un consulente fiscale romano a vantaggio di una famiglia di imprenditori operanti nel bolognese, nel settore del trasporto merci su strada e ritenuti evasori. 

Operazione "Mandrake"

Il sequestro ha riguardato tre aziende operanti nel milanese (una gioielleria storica e una pizzeria-ristorante site nel centro di Milano, nonché un importante negozio di abbigliamento nell’hinterland milanese), due immobili di pregio, quote societarie e 2 milioni di euro di liquidità.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna - denominata operazione "Mandrake" - ha scoperchiato  collaudato sistema fraudolento, replicato anche da tre società operanti nel milanese e clienti del medesimo professionista.
Il meccanismo consisteva, in sintesi, nello “svuotamento” di imprese gravate da ingenti debiti tributari e nel loro travaso in nuove compagini societarie, successivamente trasferite presso indirizzi fittizi con intestazione delle cariche sociali a prestanome nullatenenti.

Grazie a tale stratagemma, gli indagati hanno evaso imposte per oltre 4 milioni di euro e avviato al fallimento le vecchie società. 

A gennaio, le Fiamme Gialle avevano eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie, auto di lusso e quote societarie, detenuti anche all’estero, per un valore complessivo di 30 milioni di euro a carico di un uomo "ritenuto fiscalmente e socialmente pericoloso", evasore da oltre 40 anni. 

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