Operazione GdF: sequestri per un milione a imprenditore vicino alle cosche

Ora questi patrimoni potranno essere gestiti dall’Agenzia Nazionale per i beni Sequestrati e Confiscati che ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali

Confiscato ingente patrimonio immobiliare, societario e finanziario, del valore di oltre 1 milione di euro, riconducibile ad un imprenditore edile di origine campana da tempo residente nel modenese, vicino a soggetti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese.

L'operazione è stata condotta dai Finanzieri della Guardia di Finanza di Bologna, dando esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Modena. 

Si tratta di 11 immobili, 3 partecipazioni societarie, rapporti bancari, per un valore di oltre un milione di euro tra Mirandola (MO), Finale Emilia (MO), San Felice sul Panaro (MO) e Crevalcore (BO). Il provvedimento costituisce l’epilogo di indagini eseguite, ai sensi del cd. “Codice Antimafia”, su delega della Procura della Repubblica di Modena, dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione del Sostituto Procuratore Claudia Ferretti.

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In particolare, le indagini di polizia economico-finanziaria condotte dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) hanno permesso di appurare - come precisa il Giudice della Prevenzione nel provvedimento - un quadro complessivo “in cui trovano oggettivamente coerente collocazione la ciclicità della costituzione di nuove società, la fittizietà di alcune sedi societarie, la sparizione della documentazione con gli accorgimenti al riguardo predisposti”. Tali elementi hanno consentito di giudicare il proposto “pericoloso come evasore seriale” per aver commesso sistematici illeciti in ambito economico-finanziario evidenziando, inoltre, la sua vicinanza a clan camorristici e a cosche della 'Ndrangheta. In pratica il valore del beni posseduti è risultato essere sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare. 
Ora questi patrimoni potranno essere gestiti dall’Agenzia Nazionale per i beni Sequestrati e Confiscati che ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali. 

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