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Cronaca

Operazione GdF, sequestrata storica griffe bolognese: quattro misure cautelari

Coinvolti due imprenditori, un commercialista e un consulente. L'azienda sarebbe stata "spolpata" prima della pandemia e poi avviata al fallimento

Reati fallimentari e fiscali scoperti nel corso dell'operazione "Madreperla" del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, che ha sequestrato lo storico marchio del Made in Italy con sede a Bologna, Marol,  nel quartiere industriale "Roveri, l’applicazione di quattro misure cautelari consistenti nel divieto temporaneo dell’esercizio di attività di impresa a carico di due imprenditori di origine cinese e nell’inibizione allo svolgimento di attività professionali nei confronti di un commercialista e di un consulente.

Gli accertamenti, condotti su delega della Procura della Repubblica di Bologna - Sostituito Procuratore Manuela Cavallo - coinvolgono un noto marchio sartoriale, eccellenza del Made in Italy, la cui azienda proprietaria, poco prima della pandemia, era stata acquisita da una holding con casa-madre a Hong Kong, riconducibile a due imprenditori cinesi che, secondo gli inquirenti, sarebbero riusciti ad appropriarsi fraudolentemente dei beni aziendali e, in particolare, del prestigioso brand. 

L'esito delle indagini

Secondo le fiamme gialle, sarebbero state portate via le attrezzature, e il personale dipendente, altamente specializzato, sarebbe stato distaccato presso altre società, costituite ad hoc e riconducibili ai medesimi imprenditori. Successivamente, i lavoratori erano licenziati e la società era stata avviata al fallimento "non prima, però, di averla depauperata del suo prezioso segno distintivo che, in spregio degli interessi della curatela fallimentare, è stato più volte indebitamente utilizzato dagli indagati", fa sapere la Guardia di Finanza di Bologna. 

Coinvolti non solo i due imprenditori cinesi, ma anche un prestanome, al quale sarebbe stata demandata l'amministrazione della azienda fallita. 
A carico dei due cittadini di origine cinese il G.I.P. ha inoltre disposto il sequestro preventivo impeditivo del marchio (il cui valore stimato è di 700 mila euro), dei beni aziendali distratti, dei capi di abbigliamento griffati che sono stati abusivamente commercializzati, nonché del profitto dei reati commessi. L’Autorità Giudiziaria ha disposto che l’applicazione dei provvedimenti di natura patrimoniale sia attuata anche nella forma “per equivalente, ciò al fine di cautelare, oltre al denaro, anche un immobile di significativo valore commerciale ubicato nella zona industriale di Bologna e intestato alla holding asiatica", conclude la Gdf. 

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