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Gli 'amici' di Oipa

Gli 'amici' di Oipa

Cani 'rottamati’ o soppressi con eutanasie illegali: storie di maltrattamenti sotto le Torri

Tanti e disparati i casi di maltrattamenti di animali anche nella nostra provincia. E' il coordinatore dell'Oipa regionale Paolo Venturi a raccontarci episodi che lasciano senza parole

Qualche giorno fa un locale di Bologna è stato multato con una sanzione di 100 euro per aver tenuto il pesciolino rosso "mascotte" del bar all'interno di una vasca sferica invece che in una di forma rettangolare o con spigoli, come previsto da regolamento comunale. Il tutto è partito da una segnalazione alle guardie zoofile.
L'episodio, che ha provocato diverse reazioni e i più disparati commenti, è stato occasione per approfondire alcune questioni legate ai maltrattamenti (reali o presunti) sugli animali. Abbiamo chiesto a Paolo Venturi, coordinatore Oipa regionale (Organizzazione Internazionale Protezione Animali dell'Emilia Romagna) di raccontarci il suo lavoro e quello dei suoi volontari e anche qualche 'caso' particolare o comportamenti negativi ricorrenti.

Ed ecco che il primo termine da imparare è Animal Hoarding, ovvero la tendenza di alcuni individui ad accumulare animali e tenerli in condizioni e ambienti non adeguati: "Ci sono categorie di persone che raccolgono decine di animali facendoli poi vivere in condizioni non idonee - spiega Venturi - Il profilo che possiamo tracciare è quello della donna dai 45 ai 65 anni, spesso non sposata e comunque sola, che per una sorta di spirito da crocerossina crede di salvare cani, gatti e qualsiasi altro animaletto facendo loro del male senza neppure accorgersene. Vivere in ambienti piccoli in tanti, porta i piccoli ospiti a sviluppare e manifestare aggressività". E così arrivano le segnalazioni all'Oipa, che partono dai cattivi odori e dal disturbo alla quiete.

Altra cosa ancora sono i maltrattamenti per utilità: "Ci sono poi anche alcuni cacciatori e tartufari che si servono dei cani solo per i loro scopi, per poi ignorali fuori dalla stagione di caccia o di ricerca del tartufo - dice Paolo Venuri - e addirittura sopprimerli attraverso eutanasie illegali (con la compiacenza di alcuni veterinari che prestano questo servizio per un centinaio di euro). Cose orribili, ma che sono all'ordine del giorno, soprattutto sull'Appennino". Come racconta il portavoce dell'Oipa regionale, spesso capita anche che non dimostrandosi i segugi troppo bravi nella caccia vengano lasciati senza cibo in box minuscoli o addirittura 'rottamati' per ottenere uno sconto dall'allevatore per l'acquisto del 'nuovo' cane. 

Avete seguito dei casi in particolare? "Sì, ultimamente ci è capitato di sequestrare due segugi che venivano costretti all'interno do un minuscolo box senza cibo: volevano farli morire di fame e non so neppure come (viste le condizioni disperate degli animali) siamo riusciti a salvare loro la vita". 

Esistono altri profili di 'maltrattatori'? "Ci sono gli uomini frustrati, target 20-40 anni, che per manifestare la loro potenza acquistano dei cani forti e aggressivi come i pitbull e spesso sono dipendenti da alcol e droga; c'è chi usa gli animali per l'accattonaggio". 

Le va di raccontarci un caso specifico avvenuto nel bolognese e che non dimenticherà facilmente? "Fra i tanti vissuti, quello recente di una donna di 70 anni che ha fatto morire di fame il suo barboncino recandosi poi solo all'ultimo momento (e inutilmente) dal suo veterinario. L'anmimale era probabilmente stato cosparso di talco, e questo ha fatto nascere qualche sospetto: arrivati in casa, abbiamo trovato una stanza (dove era chiuso il primo cane prima e subito dopo il suo sostituto) con le pareti piene di scritte sataniche e disegni infantili. Tutto questo in centro a Bologna, in zona Mazzini". 

Come si fanno le segnalazioni a voi guardie zoofile? "Basta chiamare, scrivere una mail o un fax. L'anonimato è garantito. Sul sito www.guardiezoofile.info c'è tutto" spiega Venturi. 

Come siete strutturati? Chi può fare il volontario? "Siamo 20 guardie zoofile in tutta la provincia (pochissime!) e qualche centinaio di volontari per almeno 400 segnalazioni all'anno. Il nostro volontario ideale è una persona normalissima e con un minimo di sensibilità e del tempo da dedicare agli animali. Per aiutarci è possibile fare una donazione (specificare sempre che è per le guardie zoofile OIPA di Bologna): le offerte verranno utilizzate per prenderci cura degli animali salvati dalle guardie, per le spese mediche e per l’acquisto di cibo per tutti gli altri casi di animali liberati da ogni forma di maltrattamento.

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