Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Dopo 76 anni, il soldato Adler ritrova i bimbi di Monterenzio: "Il mio cuore esplode di gioia"

"Avevamo già il dito sul grilletto pronti a sparare. Potevano esserci dei tedeschi, poi un urlo e una donna che corse urlando 'bambini, bambini'

Foto Gotica Toscana Onlus

Aveva espresso il desiderio di ritrovare quei tre bambini incontrati nel 1944 e ora il sogno di Martin Adler è diventato realtà.

Martin, nel 1944, arrivò con le truppe americane a Monterenzio e lì fece la conoscenza di Bruno, Giuliana e Mafalda Naldi e qualcuno scatto loro una foto. A 96 anni, il soldato Adler ha pubblicato quello scatto ed espresso il desiderio di ritrovare quei bambini. 

Il tam tam del web è andato a segno. Bruno, Giuliana e Mafalda Naldi, rispettivamente 83, 79 e 81 anni, si trovavano sulla linea Gotica quando arrivarono gli alleati, adesso vivono a Castel San Pietro e hanno visto Martin in video chiamata. "Il mio cuore esplodendo di gioia" ha detto Martin. 

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La ricerca è partita dalla pubblicazione di un lungo post sul profilo facebook del giornalista Matteo Incerti: "C’era un grande cestino di legno dal quale uscivano strani rumori. Si muoveva qualcosa lì dentro. Io e John - un altro soldato - avevamo già il dito sul grilletto pronti a sparare. potevano esserci dei tedeschi” ricorda Martin. “Poi un urlo e una donna che corse incontro urlando “bambini, bambini!”. Era la loro mamma che urlava! Ci fermammo e da quel grandissimo cesto sbucarono tre splendidi fanciulli, due bimbe e un bimbo”. “Feci il più bel sorriso del Mondo ed io e John iniziammo a ridere, felici di non aver premuto quel grilletto. Non ce lo saremmo perdonati tutta la vita”. “Volevo scattare una fotografia –ricorda Adler – presi la mia macchina fotografica. Chiesi alla mamma il permesso. Lei mi fece capire che i bambini non erano pronti…”. “Ancora pochi minuti e i bimbi tornarono con i migliori vestiti che avevano, tirati a lucido per scattare due foto con me ( la foto con il soldato con l'elmetto nda) e John. Fu il momento più bello che ricordi in quell’inferno chiamato guerra. Ho un sogno. Quelle due bambine e il bambino sono ancora vivi ? C’è qualcuno che si riconosce? Forse loro, o i loro figli. Mi piacerebbe parlare con loro e perché no quando finirà questo virus incontrarci di nuovo e abbracciarci. Proviamoci, sarebbe una favola di Natale ritrovarci tutti insieme”.

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