La Turchia attacca i curdi in Siria, manifestazione e presidio a Bologna

Le milizie del Rojava e i civili sotto attacco sono stati determinanti nella lotta a Daesh. Anticipato il presidio in solidarietà

"Chiediamo alle comunità internazionali e alle organizzazioni della società civile in tutto il mondo, di agire contro l'occupazione turca e la pulizia etnica contro i curdi nella Siria, settentrionale e orientale".

Manifestazione anticipata, alle 17 di giovedì 10 ottobre, in piazza Verdi a Bologna, indetta dai collettivi Labas, Ya Basta!, Staffetta, Rete Jin Bologna, Non una di meno, Crash, Cua e Vag61, che invitano "tutti a scendere in piazza, a mobilitarsi per non rimanere indifferenti verso ciò che sta accadendo sul confine turco siriano" per protestare contro la minaccia di invasione turca del nord-est della Siria, in seguito all'ipotesi del ritiro delle truppe americane voluto da Donald Trump. Resta anche la data di sabato 12 ottobre, in piazza al Nettuno dalle 15, organizzata dal Comitato di solidarieta' del Rovaja in Europa..

"Sin dall’istituzione dell’autonomia autonoma democratica curda nella Siria settentrionale e orientale (DASA) -scrive il comitato- il confine tra Turchia e Siria settentrionale e orientale è stato molto sicuro e nessuna azione armata contro la Turchia ha avuto origine da questo territorio. In recenti colloqui mediati dall’amministrazione statunitense tra la DASA e lo stato turco, le forze democratiche siriane (SDF) hanno dimostrato la loro volontà di lavorare per una pace duratura".

Nonostante ciò però "La nuova dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca, dal presidente degli Stati Uniti D. Trump, ha violato l’accordo negoziato tra la DASA e lo stato turco" e le conseguenze saranno che "in un’area che è stata, fino ad ora, un’oasi di stabilità e coesistenza in Siria" si dovrà affrontare "un altro periodo di sanguinosi conflitti". Il timore è che il presidente turco Recep Tayip Erdogan voglia deportare, oltre ai profughi siriani, anche migliaia di curdi nella nuova zona cuscinetto creata dal conflitto, in una operazione che "creerà le circostanze in cui l’ISIS può essere rianimato e commettere crimini contro l’umanità, diventando ancora una volta una minaccia per tutto il Medio Oriente".

"Sul Kurdistan non dobbiamo rimanere indifferenti", concorda la presidente dell'Assemblea legislativa dellla regione Emilia-Romagna, Simonetta Saliera. "Quanto sta avvenendo nella regione curda in Siria mi preoccupa e mi angoscia", spiega Saliera che aggiunge: "L'occidente vuole ignorare il riconoscimento della comunità curda e permettere alla Turchia di non rispettare quella comunità che vive democraticamente nella regione siriana del Rojava".

Gli Stati Uniti, infatti, dopo il sostegno siriano nella lotta all'Isis, hanno abbandonato gli alleati e dato il via libera alla Turchia. "Erdogan e il suo regime autoritario rappresentano la dittatura totalitaria, il militarismo e la violenta persecuzione dei curdi", dice il Comitato di solidarietà del Rovaja in Europa, secondo cui un'invasione della regione da parte delle forze turche "rianimerà l'Isis" e causerà "morte e distruzione indicibili, costringendo milioni di persone a fuggire". (Luc/ Dire)

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