Dipendenti infedeli colpiscono Hera, furto da mezzo milione di euro sulle bollette

Due soggetti denunciati per furto aggravato. Avrebbero manipolato i sistemi informatici per distrarre la somma, reimpiegata nelle attività di una società sportiva della provincia

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, all’esito di una attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Scandellari, hanno denunciato 5 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di accesso abusivo a sistema informatico, furto aggravato e continuato e reimpiego di denaro di provenienza illecita, perpetrati ai danni di Hera.

In particolare, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna hanno smascherato due dipendenti infedeli delle società HERAComm ed HERAtech che, abusando della qualità di operatori di sistema, sono riusciti con scaltrezza a superare le barriere protettive del software aziendale (creando false transazioni e manipolando le funzioni informatiche attinenti bollette, rimborsi e pagamenti) e a sottrarre dalle casse dell’HERA oltre 500mila euro nel giro di tre anni.

Tali somme, dirottate sul conto corrente bancario di un’Associazione Sportiva dilettantistica dell’hinterland bolognese, sono state successivamente reimpiegate da tre dirigenti dell’Associazione sia per spese riconducibili alla stessa che per spese di carattere personale (cene, trasferte, etc.)., i quali hanno agito con “la piena consapevolezza di utilizzare fraudolentemente denaro altrui”.

Nei confronti dei predetti dirigenti, il Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, Dott. Gianluca Petragnani Gelosi, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del denaro, dei beni mobili ed immobili registrati e altre disponibilità facenti parte del patrimonio personale degli indagati, fino alla concorrenza del valore di oltre mezzo milione di euro.

Hera ha fatto sapere che "sta da tempo collaborando con le autorità competenti e la stessa indagine ha preso il via dalla querela di Hera spa e di Hera Comm fatta a giugno 2019, con richiesta di sequestro del conto corrente dell’associazione sportiva nonché dei beni degli indagati e/o dell’associazione sportiva - e sottolinea - si precisa che il danno patrimoniale non ha alcuna ricaduta sui clienti della multiutility e che i due dipendenti sono stati tempestivamente licenziati". 

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