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Adolescenti chiusi in camera: 'Oltre 300 in regione, un terzo nel Bolognese'

È il fenomeno, relativamente recente in Italia, del “ritiro sociale” volontario da parte di ragazzi e ragazze (Hikikomori in giapponese)

 

“Hikikomori” è un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte” e si riferisce a chi decide di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi, da alcuni mesi fino a diversi anni, rinchiudendosi nella propria camera da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo reale. Gli unici contatti sono quelli virtuali: videogiochi, chat, social network.

Il fenomeno, nato in Giappone, si sta diffondendo anche in Italia, sebbene con differenti caratteristiche; come spiega Bruna Zani, presidente dell’Istituzione Minguzzi della Città metropolitana di Bologna.

"I dati ci dicono che a isolarsi sono sempre più ragazzi: nell’area metropolitana bolognese, sulla base di un'indagine condotta dall’Ufficio scolastico regionale, sono un centinaio i ragazzi che soffrono di questo disagio. Vogliono dirci qualcosa - afferma - si sentono inadeguati. Dobbiamo innanzitutto comprendere le ragioni e stare attenti ai segnali. Il picco è intorno ai 15 anni, ma ci sono alcuni casi già alle scuole elementari". 

Per l'esattezza, lo studio "Adolescenti eremiti sociali" realizzato dall'Ufficio scolastico regionale ha rilevato 346 casi ma si teme che il dato sia sottostimato perché spesso genitori, docenti e lo stesso personale sanitario si trovano di fronte a una nuova forma di manifestazione di disagio non riescono subito a riconoscerne la natura.

Così, su sollecitazione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana, l’Istituzione Gian Franco Minguzzi ha elaborato un ciclo di tre seminari (6 e 26 marzo, 9 aprile), con la finalità di approfondire il tema e fornire strumenti di conoscenza del fenomeno.


 

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