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Occupazione via Albiroli, Hobo: "Siringhe, lacci emostatici e cucchiaini nel palazzo della curia"

Due giorni di occupazione in via Albiroli: una trentina di occupanti dall'interno dell'edificio di proprietà della Curia descrivono quello che hanno trovato. Aperto un fascicolo dalla Procura

Siringhe, lacci emostatici, stagnole e tutti i segni che testimoniano che la palazzina occupata venerdì sera in via Albiroli era diventata un rifugio per tossicodipendenti. A pubblicare le foto scattate nell'edificio di proprietà della curia di Bologna è il collettivo Hobo: "Questo è lo stato in cui abbiamo trovato lo stabile di via Albiroli, diventato una nuova abitazione contro la crisi: siringhe, lacci emostatici, cucchiaini e pentolini in cui è stata fatta sciogliere l’eroina". All'interno del palazzo, a pochi passi da Torre Prendiparte, ci sono attulmente una trentina di persone.

"Ecco il vero degrado, quello prodotto dalla speculazione immobiliare e dall’annichilimento delle prospettive di vita causato dalle politiche di austerità. La Curia, proprietaria dell’immobile, preferisce forse l’autodistruzione dei giovani alla loro capacità di organizzarsi per soddisfare bisogni fondamentali come la casa? Nel frattempo continuiamo i lavori per sistemare e ripulire lo stabile: dove c’era speculazione e degrado, ora c’è socialità e casa per tutti". Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha fatto sapere che la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo.

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