Chiuso hub via Mattei, 60 migranti spostati in regione

Al termine di una lunga giornata. Il centro dovrebbe riaprire a fine estate dopo i lavori

Si è parzialmente ricomposta solo in serata la frattura tra prefettura e Comune sulla chiusura dell'hub di via Mattei, che ieri ha tenuto banco per tutta la giornata, insieme alle proteste di operatori e attivisti per i diritti dei migranti. Dopo un presidio in piazza Nettuno circa 60 dei 90 migranti che a sera non avevano ancora trovato sistemazione sarebbero stati assegnati ad alcuni centri di accoglienza straordinari diffusi in regione.

VIDEO| Chiude l'hub di via Mattei: "Ho paura, lavoro e studio qui"

Quello di ieri sera è stato l'ultimo atto di una giornata di tensione e polemiche. Già dal primo mattino gli operatori del cie di via Mattei erano in presidio davanti all'hub, appoggiati anche da Adl Cobas, Usb e Mediterranea, per protestare contro la chiusura senza preavviso e a tempo indefinito disposta dalla prefettura. Più tardi, mentre la notizia delle proteste di diffondeva e sul posto giungevano il vicesindaco di Casalecchio e il sindaco di Sasso, anche il Comune di Bologna prendeva posizione, innescando un informale braccio di ferro risoltosi poi con la schiarita in serata con un vertice al quale avrebbero partecipato anche rappresentanti della Regione. Da parte di piazza Roosevelt invece si viene a sapere che l'hub dovrebbe riaprire dopo l'estate e che in qualche modo il trasferimento e la chiusura del centro di via Mattei erano già stati comunicati per tempo a Palazzo D'Accursio, appunto che ha scatenato ulteriori polemiche.

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