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Igor, il compagno di cella: "Non temeva il freddo, soglia del dolore altissima"

Il racconto contenuto in una intervista rilasciata a Libero: "Sembrava un militare: si svegliava presto e faceva la sua branda in modo perfetto"

Si parla ancora di Igor Vaclavic, alias Norbert Feher, che resta ancora latitante dopo gli omicidi di Davide Fabbri e di Valerio Verri. Fra le ultime dichiarazioni (rilasciate in un'intervista pubblicata su "Libero Quotidiano") quelle del'ex compagno di cella, un uomo che con il "lupo solitario" ha diviso ben sette mesi di prigione e lo stesso letto a castello. 

Intervistato dalla testata diretta da Vittorio Feltri, l'uomo racconta: "Era un tipo molto introverso e soprattutto sempre in allerta. Si sedeva a gambe incrociate e guardava sempre con un occhio in direzione della porta. Era come se dovesse controllare che non succedesse qualcosa. Sembrava un militare: si svegliava presto e faceva la sua branda in modo perfetto, piegava le coperte in modo preciso...”.

"A dicembre, nonostante il freddo pazzesco - continua durante l'intervista - lui scendeva in cortile in canottiera. Non so proprio come facesse. Era abituato alle basse temperature. Era un toro, mai una malattia, mai una medicina. Una cosa che mi ha colpito è il suo livello di sopportazione del dolore. Veniva dal dentista con me e si faceva togliere i denti senza anestesia. Non so perché, e soprattutto non so come riusciva a sopportare tanto male”.
 

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