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Cronaca

C'è la crisi, i mobili dell'ufficio si noleggiano: "E' la risposta alle nuove esigenze, Bologna pionera"

Il progetto pilota si fa su tre città e c'è anche Bologna: "I clienti di Casalecchio si sono dimostrati sensibili al tema della sostenibilità. Pesa anche l'investimento d'impresa"

Un servizio di noleggio mobili in abbonamento che consente alle aziende, alle start-up e a tutti coloro che cominciano un’avventura imprenditoriale (quindi partite iva) di arredare i propri spazi di lavoro con una modalità flessibile, conveniente e personalizzata, evitando investimenti anticipati. Un progetto che vede Bologna città pilota e che probabilmente non sarebbe esistito se la storia degli ultimi due anni non ci avesse portato a una fluidità e una cautela in ogni campo, compreso quello professionale, visto il peso dei rischi di impresa. 

La pensata l'ha fatta il colosso svedese Ikea ed è Carlotta Guerra, Project Manager di Bologna-Casalecchio, a spiegare di che si tratta. Le curiosità sono tante: come è nata l'idea e perché proprio la nostra città oltre a Milano e Roma?

"Ikea Flex nasce dall'osservazione di quello che ci sta accadendo intorno e da una serie di interviste fatte ai nostri clienti, che ci raccontano una grande preoccupazione per i temi legati alla sostenibilità (il 93% delle persone contattate manifesta questa sensibilità) e la volontà di adottare soluzioni per le loro imprese, che tengano conto di tanti elementi. E' come se fosse una start-up dentro la nostra azienda: con questo progetto vogliamo soddisfare delle esigenze temporanee con l'idea del pay-per-use applicato all'arredamento dei luoghi di lavoro, siano essi uffici o dehor. Giusto per fare degli esempi. Bologna è fra le tre città sperimentatrici perché i nostri clienti bolognesi (anche business) hanno espresso alcuni bisogni in modo particolare. Nel mondo non esistono precedenti". 

Quali sono i clienti ideali che potrebbero apprezzare questo progetto? 

"Realtà che hanno vinto un appalto e hanno bisogno di un ufficio per un periodo determinato, start-up, liberi professionisti che allestiscono una sede temporanea, situazioni precarie...". 

A che punto siamo in questo momento?

Il servizio è già operativo. Lo abbiamo pensato un anno fa e oggi, dopo averlo reso ancora più flessibile rispettio a una prima idea, abbiamo già i nostri primi clienti".

Dunque funziona che su abbonamento si paga un noleggio? 

"Sì. Una volta stipulato il contratto e progettato il tutto, il cliente-azienda paga una quota mensile. Il nostro servizio non si limita però a fornire mobili: siamo a disposizione anche per la fase in cui si pensa alle migliori soluzioni per creare spazi belli, a prezzi calmierati, garantendo sostenibilità ed evitando sprechi in ogni fase".   

Quali gli eventuali timori dei clienti una volta che gli è stato esposto il progetto?

"Nessun timore in particolare, ma come prevedibile perché accade accade per esempio anche con le auto, il dubbio che non sia più conveniente acquistare tutto invece che noleggiarlo. Bisogna tenere conto anche delle agevolazioni nella tassazione e quindi sì, dal nostro punto di vista è comunque conveniente visto che quello a cui puntiamo è la circolarità. Con questa proposta vogliamo essere ancora più vicini ai bisogni dei clienti e allo stesso tempo contribuire a ridurre gli sprechi, rimettendo in circolo i mobili che non servono più". 

Bisogna fornire anticipi o particolari garanzie? 

"No". 

Se un mobile si rovina? 

"C'è la manutenzione e c'è anche la sostituzione"

Una volta chiuso il contratto e restituiti i mobili, che fine fanno? 

"Ecco il modello circolare a cui mi riferivo prima. La nostra ambizione è che il tutto (rivalorizzato) torni ad essere utilizzato altrove da qualcun'altro. Un'altra sfida tutta bolognese sarà quella della sartoria circolare, che vedrà a breve la nascita proprio nel punto vendita di Casalecchio di Reno, grazie a una collaborazione con Laboratorio Trame. Sarà bello scoprire come portando delle vecchie tende Ikea, la fodera del divano o altri tessili si possa tornare a casa con un cuscino, una borsa o chissà ce altro!". 

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