Immigrazione clandestina e documenti falsi, sgominata banda: "Funzionario governativo a capo del gruppo"

I documenti e l’organizzazione del viaggio fino in Italia, avevano un costo medio dai 2000 ai 7000 euro. Coinvolto anche un funzionario dell'immigrazione del Ghana

Sono almeno otto i casi accertati di immigrazione illegale nel territorio nazionale, attribuibili a un gruppo di persone che negli ultimi sei mesi avevano messo in piedi una rete per il transito nell'area Shenghen, con destinazione finale Germania. 

Per questo la Squadra Mobile della Questura di Bologna, insieme al personale dell’Ufficio di Polizia di Frontiera della città felsinea, ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale su richiesta dei sostituti procuratori della Dda di Bologna Roberto Ceroni e Marco Imperato.

Gli ordini sono stati emessi nei confronti di tre cittadini ghanesi indagati per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso documentale (reati aggravati dalla transnazionalità).

Come detto l’organizzazione sarebbe dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, facente capo a un funzionario governativo presso l’Ufficio Immigrazione del Ghana -le cui generalità non sono state rese note- il quale organizzava, promuoveva e dirigeva il viaggio in aereo verso l’Italia, e da qui verso l’estero, fornendo loro documenti per l’espatrio falsificati in cambio denaro. 

I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti nelle città di Modena e Acerra (NA), dove risiedevano i collaboratori del capo dell’organizzazione, rispettivamente S.I. e N.W.K. entrambi cittadini del Ghana ma residenti da tempo in Italia.

Almeno otto sono gli episodi contestati, a partire dal luglio del 2019 per lo più consistenti in donne che volevano ricongiungersi con i familiari. Gli arrivi erano studiati via aereo, negli scali tra Bologna, Torino e Milano.

Documenti falsi e immigrazione illegale: come agiva la banda | VIDEO

Il sistema era collaudato con anche vari passaggi dedicati a gestire la situazione qualora le persone oggetto dei viaggi fossero state attenzionate dal personale di frontiera, con un sistema di recupero di passaporti fintamente denunciati come smarriti ma di fatto che rientravano nella disponibilità di uno dei membri del gruppo.

Le indagini

Gli inquirenti hanno iniziato a indagare dopo l'arresto, il 30 luglio 2019, a opera dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aeroporto “G. Marconi” di Bologna, di una cittadina ghanese, la quale ai controlli passeggeri di un volo proveniente da Casablanca (Marocco), si era presentata  con due minori dichiarandole come sue figlie. Da un controllo però si è appurato che le ragazzine viaggiavano sotto falso nome e con documenti contraffatti.

La donna, come da indagini della Squadra Mobile, è risultata parte di un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina facente capo al funzionario dell’Immigrazione ghanese. In seguito gli inquirenti hanno identificato altre due persone appartenenti al gruppo che dall’Italia fungevano da supporto alle persone che facevano ingresso sul territorio nazionale. Le bimbe invece ora sono affidate ai servizi sociali, su disposizione della procura dei minori.

Banda delle carte di credito rubate: le indagini dei Carabinieri |VIDEO 

La predisposizione dei documenti falsi, l’organizzazione e la direzione del tragitto dal Ghana fino in Italia, avevano un costo medio che varia dai 2000 ai 7000 euro per ogni viaggiatore, a seconda del tipo di documento e dei “servizi supplementari” forniti dall’associazione criminale.

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