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Imola, ecco buoni spesa con il 'Ristori Ter'

Il Comune di Imola si avvarrà della collaborazione di Asp Circondario imolese, associazione 'No sprechi Odv' e Fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna onlus

La Giunta comunale di Imola ha stabilito la modalità di distribuzione delle nuove risorse da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare, ovvero i buoni spesa per generi alimentari e beni di prima necessità.

Per soddisfare il maggior numero di utenti possibile l'amministrazione fa sapere che si avvarrà della collaborazione di Asp Circondario imolese, associazione 'No sprechi Odv' e Fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna onlus per distribuire "il fondo di 370.038,57 euro che il Governo ha stanziato per il Comune di Imola all'interno del cosiddetto decreto 'Ristori ter'".

A beneficiare di queste risorse saranno "i nuclei familiari residenti a Imola più esposti agli effetti economici derivanti dall'emergenza Covid-19 e quelli in stato di bisogno, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico". Nel dettaglio, all'Asp Circondario imolese il Comune trasferirà 200mila euro, "allo scopo da un lato di fornire sostegno al pagamento delle utenze, dall'altro di fornire aiuto nell'acquisto di generi alimentari e di prima necessità attraverso la fornitura di tessere anonime prepagate da utilizzare negli esercizi della media e grande distribuzione".

Attraverso l'associazione "No sprechi Odv", a cui l'amministrazione assegna 70mila euro, verranno invece distribuiti i generi di prima necessità, come ad esempio materiali di igiene e pulizia, pannolini per bambini, detergenti, detersivi, materiale scolastico e abbigliamento intimo.

Infine, la Fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna Onlus "proseguirà la distribuzione di generi alimentari, con la stessa modalità attuata a partire dai mesi scorsi, per l'utilizzo delle risorse residue che il governo ha trasferito al Comune nel marzo scorso, sempre per la 'solidarieta' alimentare'". In questo caso, il Comune destina 100mila euro. Ovviamente soddisfatta della decisione l'assessora al Welfare, Daniela Spadoni, secondo cui "la scelta di individuare tre percorsi per la distribuzione delle risorse nasce dalla conoscenza della capillarità con cui i servizi sociali e le associazioni qui citate sono presenti sul nostro territorio", mentre il sindaco Marco Panieri spiega che con "i circa 98mila euro ancora a disposizione del Comune su 370.038,57 l'idea è quella di creare un fondo finalizzato ad incentivare i consumi nelle attività dell'economia diffusa del territorio, ad esempio bar e ristoranti, che hanno subito un duro colpo dalle chiusure legate alla pandemia".

Un fondo, aggiunge, che "potrebbe anche essere integrato da realtà private che volessero collaborare con l'amministrazione". Infine, il primo cittadino osserva che "se sommiamo gli attuali 370mila euro del recente trasferimento ai 98mila ancora disponibili dal precedente, il Comune riesce a mettere a disposizione delle fasce deboli quasi mezzo milione di euro, una cifra importante in un momento difficile". (Dire)

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