Cronaca Via G. di Vittorio

Regolamento di conti a Castel San Pietro: spara a un minore, arrestato pregiudicato 43enne

Un agguato in piena regola in via Di Vittorio: un uomo esplode colpi di pistola contro un'auto. Sullo sfondo reati e frequentazioni mafiose

L'episodio risale al 1° marzo: in via di Vittorio a Castel San Pietro, un uomo a bordo di una Renault Twingo aveva affiancato un'auto auto, con a bordo due ragazzi e una ragazza, e aveva fatto fuoco. Il 29 luglio è stato fermato con l'accusa di tentato omicidio D.M.G, 43enne di origini salernitane, residente a Castel San Pietro.

Quella sera, alle 21.30 circa, il "destinatario" dei colpi, P.A., all'epoca ancora 17enne, fiutando il pericolo, disse all'amico di mettere in moto e darsi alla fuga, così è stato evitato il peggio. L'indagine dei carabinieri di Imola e di Castel San Pietro è partita dalla segnalazione di un cittadino che aveva udito gli spari e uno dei colpi aveva mandato in frantumi il vetro della finestra del suo bagno. I militari, accertatisi dell'estraneità ai fatti del denunciante, un piccolo imprenditore, hanno poi rivolto le loro attenzioni all'abitazione di fronte, residenza del pregiudicato salernitano, padre del 17enne, con alle spalle reati di associazione a delinquere e frequentazioni mafiose.

Due le famiglie coinvolte nell'accaduto, entrambi residenti a Castel San Pietro, una bolognese e l'altra di origini campane. Nel corso di una perquisizione nell'appartamento della famiglia bolognese, non sono state trovate armi, ma i tre figli piccoli dell'arrestato e fratelli del 17enne: "Tutto normale sono amici", ma probabilmente erano stati allontanati da casa per timore di altre azioni, mentre il ragazzo scampato all'agguato si era dato alla fuga.

ULTERIORE SEGNALAZIONE E L'ESAME DEI RIS. Il 2 marzo una signora del luogo segnalò sempre ai Carabinieri che l'auto guidata dal figlio la sera prima era stata colpita da proiettili, avvalorando quindi i sospetti che portarono i militari a perquisire la twingo bordeaux guidata dell'attentatore. I Ris hanno poi confermato che all'interno dell'abitacolo erano stati esplosi dei colpi di arma da fuoco. Ulteriori conferme arrivarono dalle intercettazioni telefoniche.

OMERTA'. Un'indagine, come ha riferito questa mattina ai cronisti il capitano dei Carabinieri di Imola Davide Ravarotto "Caratterizzato dall'omertà. Un'episodio che poteva andare a finire molto male, visto che l'uomo ha sparato sulla portiera, dove era seduta la fidanzatina del 17enne, anche lei minore". Il gruppetto di amici "ha solo riferito i fatti, non fornendo indicazioni sul colpevole" che si è mostrato temerario: In aprile, sentito in procura, si era presentato con un coltello in tasca e lì denunciato (GUARDA IL VIDEO).

MOVENTE. Non è chiaro il motivo dell'agguato in pieno stile mafioso, forse un regolamento di conti tra due famiglie che in passato si frequentavano.

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