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Bagni in vasca, trucco e parrucco: al Sant'Orsola 'come a casa'

Via al progetto del Sant'Orsola per lungo-degenti, che prevede la ristrutturazione di alcuni locali del padiglione Albertoni

In ospedale (quasi) come a casa. E' l'obiettivo, ambizioso, della Fondazione Policlinico Sant'Orsola, a caccia di fondi per ristrutturare alcuni locali del padiglione Albertoni da destinare al benessere dei pazienti che devono trascorrere lunghi periodi in ospedale e che possono avere bisogno del parrucchiere, dell'estetista o anche solo di una doccia. A correre in aiuto alla Fondazione, Cna Impresasensibile, la onlus dell'associazione artigiana, che ha donato i 30.000 euro necessari ad avviare il progetto.

Nel padiglione Albertoni, che ospita due reparti di geriatria, oncologia medica, la fisiatria e alcuni reparti di medicina interna, i ricoveri sono in genere piu' lunghi: le degenze superiori ai 15 giorni sono circa il 20,7% del totale (2.123 su 10.254), una percentuale quasi doppia rispetto alla media del Policlinico universitario di Bologna, dove nel 2018 le persone ricoverate per piu' di due settimane sono state 6.393 (1.814 per piu' di un mese). Chi rimane per molti giorni in ospedale ha bisogno di docce o vasche (per bagni assistiti, se non autosufficiente), ma nel padiglione Albertoni nessun reparto offre questi servizi. Per questo la Fondazione guidata da Giacomo Faldella ha pensato di iniziare proprio da qui, ristrutturando cinque locali nel seminterrato (compreso il corridoio di accesso), che ospiteranno docce e vasche, ma anche i servizi offerti da parrucchieri, estetisti, barbieri e podologi di Cna (quelli 'base' gratuitamente). Cna Bologna e' presente, in realta', nel Policlinico dal 2011 grazie al progetto "Un trucco per star meglio": una volta a mese acconciatori volontari si mettono a disposizione delle pazienti in chamioterapia

"A fronte di un'assistenza tecnica sempre piu' sofisticata, cresce la richiesta di attenzione alle persone in un momento della loro vita di grande fragilita'. Per questo e' importante che pazienti e famiglie che frequentano per lunghi periodo l'ospedale possano sentirsi come a casa", spiega Maria Fermanelli, presidente della onlus Cna Impresasensibile.

"Il Sant'Orsola e' una struttura per certi versi un po' 'vintage', ma e' dentro la citta', aperta alla comunita'. Un valore agginto in un'epoca in cui, per motivi di convenienza, si tende a costruire gli ospedali lontano dalle citta', aumentando, pero', il senso di lontananza e ghettizzazione dei malati", osserva Faldella. La Fondazione continuera' a raccogliere i fondi necessari a ultimare il progetto, con l'obiettivo di avviare l'attivita' dei nuovi spazi a inizio 2020 e replicare l'esperienza anche in altri padiglioni. (Vor/ Dire)

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