Cronaca

Estate bollente e alto rischio incendi: "Già 14 nel bolognese, quasi tutti per colpa dell'uomo"

INTERVISTA - Il dirigente Anti Incendi Boschivi Ernesto Crescenzi spiega: "La collina è la zona più a rischio, le braci non spente uno degli errori più frequenti. C'è una legge, bisogna rispettarla"

Incendi boschivi: è questo il momento dell'anno in cui l'attenzione è più alta e anche il territorio bolognese è a rischio, così come purtroppo abbiamo potuto osservare negli ultimi anni, di fronte alle immagini di incendi come quello di Vergato o di Marzabotto, che hanno distrutto ettari di vegetazione e messo in pericolo anche le persone. Fondamentali i comportamenti umani che, neanche a dirlo, sono la maggiore causa di roghi. Lo spiega bene Ernesto Crescenzi, dirigente AIB - Anti incendi boschivi, incaricato per conto della Direzione Regionale Emilia-Romagna dei Vigili del Fuoco, che coordina i 9 Comandi  VV.F. con i loro Distaccamenti volontari e permanenti: "Nelle prime settimane di luglio solo nel bolognese gli incendi sono stati 14. Una situazione non grave, ma che può facilmente diventarlo a causa di un incremento di quantità e violenza degli incendi tipico dell'estate, soprattutto se torrida. Purtroppo quasi sempre il responsabile è l'uomo". Lo abbiamo intervistato per andare più a fondo e capire anche cosa fare sia per prevenire che in caso di avvistamenti di colonne di fumo. 

L'incendio devastante di Vergato: danni ambientali ed economici 

Brucia la Valle del Santerno: le immagini dell'incendio del 2022

Intanto spieghiamo quali sono le aree più soggette agli incendi nel nostro territorio e perché? 

"Le aree più a rischio sono le zone collinari, dove i boschi sono diffusi ed anche impervi rispetto ai campi delle pianure. Salendo ancora di quota, le temperature scendono ed aumenta l'umidità. C'è anche una maggiore probabilità del fenomeno definito spotting, che è di fatto il salto di faville che appiccano incendi secondari che fanno propagare il rogo, soprattutto in caso di vento. Spesso in collina sono presenti case e aziende agricole, che vengono messe in pericolo e dunque il nostro doppio compito consiste non solo nello spegnere l'incendio per salvare la natura, ma anche quello di intervenire a tutela delle persone e dei loro beni". 

Abbiamo detto che da inizio luglio a oggi gli incendi boschivi dell'area di Bologna sono stati circa una quindicina, ma quali sono i numeri dell'estate scorsa anche in termini di uomini? Quale l'organizzazione e le squadre che intervengono? 

"Nella campagna AIB estiva 2022, sono intervenuti oltre  7.500 Vigili del Fuoco per quasi 1.000 incendi di vegetazione. Voglio ricordare il contributo importante del volontariato AIB di Protezione Civile, che interviene a supporto dei VVF su tutti gli incendi boschivi di una certa rilevanza.  Sempre nella campagna AIB estiva 2022, soltanto 3 incendi boschivi hanno portato a richiedere l'intervento della flotta di Stato (Canadair), con 5 velivoli intervenuti in totale per alcuni incendi in particolare, fra cui quello di Vergato e quello di Marzabotto. Entrambi (oltre ad un terzo incendi9 nella provincia di Forlì-Cesena) sono stati incendi boschivi di interfaccia, che significa con pericolo per abitazioni e infrastrutture. Circa il 20% degli incendi di vegetazione ha avuto carattere di interfaccia. Sempre per citare dei fenomeni che abbiamo affrontato, dal 2017 gli incendi più estesi di tutta la regione sono stati quelli di Vergato (boschivi) e quello di Molinella (vegetazione/campi)". 

Torniamo sulle zone più colpite: è possibile tracciare una mappa delle aree della provincia di Bologna più colpite dagli incendi? 

"I più colpiti sono i versanti esposti nei quadranti meridionali e occidentali della collina, come ad esempio Monte Pero e Monte Sole, che sono i più caldi e secchi. In caso di vento però, con le temperature estive che ben conosciamo, gli incendi si possono sviluppare ovunque ci sia una vegetazione parzialmente secca. Nei prossimi giorni il gran caldo porterà al cambio di colore della vegetazione erbacea e ciò segnala l'aumento del rischio incendi boschivi".

Quali sono le principali cause di incendio?

"Quasi sempre il responsabile è l'uomo. Questa è una premessa da fare. Per riassumere le principali cause direi: lancio di oggetti con fiamme o braci da veicoli (da vedere caso per caso se sono colposi o dolosi e quindi intenzionali); gestione inadeguata degli abbruciamenti di residui vegetali (ora, in fase di attenzione dichiarata dalla Regione, si può bruciare solo fino alle ore 11.00, ma in alcune aree, come il parco dei Gessi, è sempre vietato dal Parco l'uso del fuoco all'aperto); macchinari che generano scintille. Un ultimo aspetto (molto importante) riguarda le braci: non si contano gli incendi nati da fuochi che sembravano spenti ma che di fatto non lo erano. La combustione senza fiamma delle braci è in grado di riattivare il fuoco e poi gli incendi, pertanto un fuoco è spento quando è freddo da metterci "la mano sul fuoco".

Fra le possibili cause di incendio sono stati citati gli abbruciamenti: esistono delle regole precise da rispettare se si devono bruciare dei residui vegetali? 

"Certamente sì. La Regione Emilia-Romagna ha stabilito delle regole molto precise che vanno rispettate: il cittadino che deve fare un abbruciamento (controllato) lo deve necessariamente comunicare preventivamente ai Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali. Lo si può fare tramite un numero verde ma anche con un'apposita app e l'operazione deve avere una durata precisa, che non può sforare le 48 ore dalla richiesta".  

Fumo bianco o nero: che differenza fa? Cosa dobbiamo fare se avvistiamo una colonna di fumo? 

"La vegetazione normalmente, quando arde, produce molto vapore acqueo anche se è secca. Quindi il fumo che ne deriva è chiaro. Il fumo scuro invece indica che quello che brucia sono materiali plastici anche se il cosiddetto fumo nero è tale anche quando gli incendi sono particolarmente violenti. In ogni caso quello che è necessario fare è comporre il numero 115". 

Consigli utili per prevenire gli incendi? 

"Naturalmente evitare l'uso del fuoco all'aperto vicino a vegetazione erbacea o arbustiva anche parzialmente secca. Dare  particolare attenzione in caso di vento (che porta alla propagazione immediata delle fiamme: con il vento gli abbruciamenti sono vietati e vanno spenti); evitare di accendere fuochi sotto le chiome degli alberi; attenersi alle prescrizioni sulle distanze dei fuochi all'aperto dal bosco (100 metri); tenere a portata di mano una scorta di acqua, una pala e della terra smossa per spegnere i principi di incendio; attenzione al vestiario che si indossa; telefonare immediatamente al 115; tenere pulito da vegetazione secca il bordo delle viabilità vicinali (per le altre intervengono gli Enti competenti); rispettare il divieto di lancio di oggetti (tra cui mozziconi) dai veicoli".

Statistiche dei soli incendi boschivi in regione, tratta dal Piano AIB della Regione Emilia-Romagna ('ha' sta per ettari). 

Incendi ER

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Estate bollente e alto rischio incendi: "Già 14 nel bolognese, quasi tutti per colpa dell'uomo"
BolognaToday è in caricamento