Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Piazza Santo Stefano

Incendio doloso, scooter in fiamme sotto casa Prodi

In via Santo Stefano, rogo appiccato nella notte davanti l'abitazione del figlio dell'ex Premier, che lì ha anche il suo ufficio. Raid incendiario indirizzato o mera coincidenza?

Incendio doloso nella notte per le vie della città: tre scooter sono stati dati alle fiamme sotto un palazzo di via Santo Stefano (VIDEO), dove vive con la famiglia Giorgio Prodi, figlio dell'ex Premier Romano che nello stabile ha anche il suo ufficio. L'appartamento è stato interessato dal fumo. Indenni, tutti i condomini.

COINCIDENZA O ATTO VOLONTARIO? Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri. Il gesto è loro apparso intenzionale, già dai primi rilievi. Quello che resta da appurare, è invece, se il raid incendiario sia connesso o meno con il domicilio di Prodi nel palazzo. Ipotesi che sembra essere esclusa dagli inquirenti, almeno ad una prima analisi. I motorini andati a fuoco. è stato appurato inoltre, sono intestati a persone estranee alla famiglia dell'ex Premier. Continuano le indagini.

LA TESTIMONIANZA DELLA NUORA DI PRODI. "Ci siamo svegliati sentendo come un botto, poi del crepitio. Ci siamo alzati dal letto e abbiamo visto che avevamo le fiamme che lambivano la finestra della sala". E' il racconto di Veronica, moglie di Giorgio Prodi, figlio dell'ex premier e docente universitario di Economia. "Abbiamo chiamato subito i vigili del fuoco", dice la nuora dell'ex presidente del Consiglio, ancora preoccupata. La casa non ha avuto, sembra, altri danni. "A parte la finestra della sala che è da rifare".

ALTRO EPISODIO INCENDIARIO A POCHE ORE. Sul fatto il pm di turno Francesco Caleca ha aperto un'inchiesta contro ignoti per danneggiamento. Sempre la scorsa notte, un paio d'ore dopo, a Bologna si è registrato un altro episodio incendiario, senza conseguenze. Una bottiglia molotov è stata lanciata, apparentemente contro un muro, in vicolo dell'Orto, una stradina del centro, trasversale di via dé Poeti. Nei pressi c'é un locale che è anche circolo Arci. Anche in questo caso è stato aperto un fascicolo contro ignoti, per fabbricazione e porto di ordigno micidiale. In molti a chiedersi se ci siano legami tra i due episodi, ma la procura sembra escluderlo: "Non ci sono elementi per collegare i due episodi", ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini.

 

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