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Incidente Alex Zanardi: perizia su handbike esclude difetti del mezzo

Continua l'indagine attorno al grave incidente al campione paralimpico da allora costretto in ospedale

L'handbike su cui viaggiava Alex Zanardi lo scorso 19 giugno, mentre percorreva la strada stradale provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena, sarebbe stata regolarmente funzionante dal punto di vista meccanico. E il manto stradale non sarebbe stato 'ammalorato', cioè difettoso.

Sarebbero questi, secondo quanto apprende l'AdnKronos, alcuni elementi che emergerebbero dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura di Siena sull'incidente in cui l'atleta paralimpico, quel giorno impegnato nella staffetta benefica Obiettivo Tricolore, rimase gravemente ferito, dopo aver sbandato e l'urtato contro il tir che sopraggiungeva in direzione opposta.

L'ingegnere Dario Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica stradale, ha depositato questa mattina nei tempi concessi (60 giorni) la relazione richiesta dal procuratore Salvatore Vitello e dal pubblico ministero Serena Menicucci.

Le operazioni di consulenza sono iniziate il 16 luglio, quando Vangi ha effettuato un sopralluogo nell'area dell'incidente, anche per valutare le condizioni del manto stradale. Poi Vangi - già perito per l'inchiesta sulla morte di Franco Ballerini durante un rally nel 2010 e nell'inchiesta sulla strage ferroviaria di Viareggio - è passato all'esame di eventuali guasti tecnici o difetti di costruzione dell'handbike di Zanardi. Le analisi avrebbero esclusione un malfunzionamento del velocipide.

Per l'incidente all'ex pilota la Procura ha aperto un fascicolo per lesioni colpose gravissime da incidente stradale, iscrivendo nel registro degli indagati ("come atto dovuto", hanno precisato i magistrati più volte) l'autista dell'autocarro, di 44 anni, trasportatore.

Alla consulenza di Vangi depositata in Procura sono state allegate le relazioni contenenti le osservazioni dei consulenti di parte: quella dell'ingegnere Mattia Strangi, professore di ricostruzione degli incidenti stradali all'Università di Bologna, nominato dall'avvocato Massimiliano Arcioni, difensore dell'indagato, e quella della parte offesa, cioè della famiglia di Zanardi, che ha nominato l'ingegnere Giorgio Cavallin di Padova.

La consulenza tecnica di Vangi e le relative ricostruzioni tecniche della difesa dell'indagato e della parte lesa saranno ora esaminate dal procuratore Vitello e dal pm Menicucci: al termine dello studio, i magistrati valuteranno se saranno necessarie nuove indagini per approfondire eventuali questioni ancora incerte oppure se definire il procedimento penale con la richiesta di archiviazione oppure con la richiesta di rinvio a giudizio per l'unico indagato.

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