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'Ero in casa, all'improvviso un boato. E' scoppiato tutto, io e mia figlia investiti dall’esplosione”

Mauro abita a ridosso della tangenziale, ripercorre quegli attimi e si lascia andare ad un commento: “Credo che il trasporto di certi materiali su gomma debba essere vietato, visto che esistono strade che tagliano in due interi quartieri, così come a Bologna”

Parla a voce bassa Mauro Rossi. Lentamente prende fiato e racconta l’inferno vissuto lunedì pomeriggio. Nel reparto del Sant’Orsola dove è ricoverato con ustioni di secondo grado in testa, alle gambe e a un braccio, sta cercando di metabolizzare quell’esplosione che oltre a una scia di dolore, ha lasciato dietro di se distruzione e danni incalcolabili.

Mauro alle 13.30 era in casa con la figlia, un appartamento in via Cesare Correnti, quando ha sentito dei boati. Si è affacciato dal balcone e ha visto le fiamme sul raccordo, a ridosso del ponte. “Ho pensato che stessero esplodendo delle bombole - racconta - sono uscito fuori e ho visto l’alta colonna di fumo nero, poco dopo ho capito che quei boati erano pneumatici di un mezzo pesante rimasto coinvolto nello schianto che stavano scoppiando. Io e mia figlia siamo scesi in strada, eravamo davanti al ristorante “Il Randagio“ per cercare di capire cosa stesse succedendo. Siamo stati qualche minuto ma le fiamme non diminuivano. Ho pensato che era meglio spostarsi, mi sono voltato per chiamare mia figlia quando è scoppiato tutto. Non ho fatto in tempo a pronunciare il suo nome che siamo stati investiti dall’esplosione”.

Mauro, 54 anni, in quel momento ha pensato solo a Martina, sua figlia di 19 anni, ma la potenza dell’onda d’urto lo ha scaraventato a terra : “Sono state frazioni di secondo - ricorda - Il boato è stato terribile e quelle fiamme saranno state alte 100 metri, qualcosa di indescrivibile. Sono finito a terra investito dal fuoco come mia figlia, che ha riportato ustioni di primo grado, e non l’hanno ricoverata. Davanti a me c’era un poliziotto, che è stato colpito in pieno dalle fiamme e la maglia gli bruciava addosso (qui l'intervista all'agente-eroe), è stato orribile. Ho saputo che anche se è grave fortunatamente non rischia la vita, ed è ricoverato al Bufalini. Io sono qui, in ospedale, vivo, con delle ustioni di una certa entità, ma quelle immagini non si possono descrivere a parole”.

'Io miracolato. Senza il tendone, la fiammata prendeva me'  

L’uomo dopo è riuscito ad alzarsi, e nonostante avesse gran parte del corpo bruciato è corso in casa con la figlia in cerca di riparo. “Non capivamo molto ma ci siamo buttati addosso tutta l’acqua che avevamo in casa. Poco dopo sono arrivati i sanitari del 118,  che hanno iniziato a bussare alle porte del palazzo. Ci hanno aiutato, medicato e portato qui” .

Mauro è solo una delle tante persone che abita a ridosso della tangenziale nel quartiere Borgo Panigale. Nonostante il dolore, che non lacera solo il corpo ma anche l’anima, si lascia andare a un commento: “Credo che il trasporto di certi materiali su gomma debba essere vietato, visto che esistono strade che tagliano in due interi quartieri, così come a Bologna. Non credo debba aggiungere altro”.      

Video in diretta dell'incidente

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