Martedì, 3 Agosto 2021
Incidenti stradali

Incidenti stradali causati da animali selvatici. Regione al lavoro per risarcimento danni

Mori: “Pronta ad adeguare gli strumenti anche assicurativi per risarcire i danni da fauna selvatica agli automobilisti, evitando loro inutili oneri processuali”

Roberta Mori esprime soddisfazione per la risposta formulata in Aula dal sottosegretario Baruffi in riferimento agli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica ed i relativi risarcimenti richiesti dagli automobilisti. «Il Sottosegretario Baruffi – riferisce la Consigliera PD – ha usato parole nette che vanno incontro alla nostra richiesta in quanto la Regione Emilia-Romagna è pronta ad adeguare regole e prassi al recente orientamento della Cassazione, che ha stabilito in capo alle Regioni la responsabilità oggettiva dei danni ogni qual volta il privato cittadino dimostri il nesso causale tra incidente subito e comportamento di un animale vagante appartenente a specie protetta dallo Stato.» Gli uffici stanno valutando in particolare di stipulare un’assicurazione Kasko che copra l’intero territorio e di estenderla a Comuni e Province che vogliano aderire per coprire la loro parte di responsabilità. La Regione sollecita anche lo Stato a fare la propria parte, ad esempio comprendendo nelle assicurazioni obbligatorie per i veicoli quelli causati da collisioni con animali selvatici oppure istituendo un fondo nazionale di solidarietà.

«La questione non poteva più essere rimandata perché il numero di incidenti stradali causati da animali vaganti e in particolare da ungulati selvatici si attesta in media sui quasi 800 l’anno in Emilia-Romagna, arrecando danni di varia entità sia agli autoveicoli che alle persone, in casi sporadici con esiti drammatici – ha dichiarato in Aula la Consigliera – ed è un fenomeno in crescita soprattutto nelle zone pedecollinari, urbane e di pianura, vedendo ad esempio la provincia di Reggio Emilia in testa alla classifica dei territori più colpiti, con il 34% dei sinistri in regione. stando alle statistiche, il capriolo è di gran lunga l’animale più coinvolto (87% dei casi), mentre meno frequenti sono gli investimenti di cinghiali (8%), daini (3%), cervi (2%)». Purtroppo, a detta degli esperti, questo trend è determinato soprattutto dal cambiamento climatico. «Sono perciò già aumentate le richieste di risarcimento da parte dei cittadini automobilisti danneggiati dalle collisioni, così come i contenziosi – conclude Roberta Mori –, per questo la conferma che la Regione si attiva per corrispondere alle esigenze della cittadinanza è un’ottima notizia.»

Non è stato così finora, prima che la sentenza 7969/2020 della Corte di Cassazione facesse chiarezza nell’interesse della cittadinanza. «La confusione imperante nell’ordinamento costringeva le persone danneggiate a individuare l’ente su cui rivalersi tra Parchi, gestori di strade e oasi protette, aziende faunistico venatorie, Province o Regioni, il che – spiega Mori – finiva in molti casi per risolversi in un sostanziale diniego di tutela e in un mancato risarcimento, dovendo oltretutto pagare le spese processuali.»

Una situazione da sanare con urgenza secondo il PD. Hanno infatti sottoscritto l’interrogazione anche Andrea Costa, Massimo Bulbi, Stefano Caliandro, Marcella Zappaterra, Antonio Mumolo, Katia Tarasconi e Matteo Daffadà proprio per sollecitare la Regione ad aggiornare la prassi in materia, potendosi poi eventualmente rivalere per gli aspetti finanziari nei confronti di altri enti e soggetti ai quali sarebbe spettato di porre in essere le misure necessarie ad evitare il danno, ma che non lo hanno fatto.


 

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