Giovedì, 18 Luglio 2024
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Incidente via Azzurra, arriva un secondo no al patteggiamento

Lo ha deciso il Tribunale di Bologna per Gianluca Nilo, 39 anni, accusato di omicidio stradale. Il suo avvocato aveva raggiunto un nuovo accordo con la Procura

Il giudice del Tribunale di Bologna Mazzino Barbensi ha rigettato una seconda richiesta di patteggiamento per Gian Luca Nilo, l’uomo che il 22 ottobre scorso aveva travolto e ucciso Luisa Giovannini, 81 anni, in via Azzurra. Nilo, accusato di omicidio stradale, al momento dello schianto era risultato positivo alla cocaina, con la patente revocata e alla guida di un’auto non sua.

Il primo rigetto a inizio marzo

Nei giorni scorsi una prima richiesta di patteggiamento a quattro anni e detenzione domiciliare anziché alla Dozza, era stata rigettata dalla giudice Nicolina Polifroni per “l’incapacità” da parte di Nilo "di rispettare le prescrizioni", visto che il 1 febbraio scorso l’uomo era stato arrestato e portato in carcere dopo essere evaso dai domiciliari e aver violato un divieto di avvicinamento alla ex fidanzata. La nuova istanza, presentata sempre dall’avvocato dell’imputato, Luciano Bertoluzza, in accordo con la Procura, prevedeva una pena di 4 anni in regime di semilibertà.

Gli avvocati dei parenti della vittima: "Condivisibili le decisioni dei giudici"

Ma anche in questo caso il giudice, richiamando l’ordinanza precedente, ha rigettato l’istanza. “Riteniamo che le decisioni assunte fino ad oggi dai due giudici siano ampiamente condivisibili, anche alla luce del comportamento tenuto fino ad oggi dall’imputato, che si è dimostrato non in grado di rispettare le regole che gli sono state imposte, a partire da quelle del codice della strada”, hanno commentato gli avvocati Giovanni Donati e Nicola Stangolini, in rappresentanza dei parenti della vittima. La nuova udienza si terrà il 13 aprile davanti a un altro giudice.

L'ipotesi che aveva fatto discutere 

Già la prima ipotesi di patteggiamento aveva fatto discutere, in particolare era intervento Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna. "Certe ipotesi di patteggiamento indignano – aveva scritto in una nota –. Ciascuno, nel proprio ruolo di cittadino e di istituzione, deve fare la propria parte per smantellare false credenze di impunità". Dopo il primo rigetto, era intervenuta Gloria Monti, la figlia della donna uccisa in via Azzurra. "Visto come si è comportato l'imputato in questo periodo, ritengo più che giusto che il procedimento sia stato rigettato e si prenda in considerazione che questa persona non può stare ai domiciliari", aveva detto Monti. "Mia mamma era una persona in buona salute - aveva aggiunto la figlia - che poteva ancora viversi l'ultima parte della sua vita in serenità".

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