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Morti e feriti sulle strade: calano in provincia, aumentano a Bologna

I dati parziali dei primi mesi traccia uno scenario in chiaroscuro, dove nel capoluogo aumentano sinsistri, feriti e decessi

Calano gli incidenti, i feriti e i morti nel territorio metropolitano, con l'eccezione di Bologna città. Nei primi quattro mesi del 2018 i dati provvisori sull’incidentalità relativa alle strade del territorio metropolitano bolognese (comunali, provinciali, statali e autostrade) evidenziano un leggero miglioramento: si rilevano infatti 29 incidenti, 6 morti e 39 feriti in meno rispetto a quelli rilevati nel medesimo periodo del 2017.

Tra gennaio e aprile 2018 gli incidenti stradali sono stati 1.097, i decessi 22 e i feriti 1.524. Il calo complessivo non si è verificato tuttavia in tutti i comuni della Città metropolitana ed in particolar modo il capoluogo ha registrato 603 incidenti (19 in più del primo quadrimestre 2017), 801 feriti (14 in più) e 9 morti (2 in più).

Incidenti stradall: i numeri

Nel 2017 nella città metropolitana di Bologna sono avvenuti 3.905 incidenti stradali con infortunati, che hanno provocato 82 morti (16 in più del 2016) e 5.458 feriti (+1,5% sul 2016). Il numero di morti ogni 100 incidenti (indice di mortalità) nel 2017 è pari a 2,1, in aumento di 0,4. Aumentato anche il numero di feriti ogni 100 incidenti (indice di lesività) pari a 139,8 rispetto a 138,0 del 2016.

Nell’ultimo decennio l’incidentalità diminuisce del 20% nell’area metropolitana e del 22% nel comune capoluogo, ma tale diminuzione è più rallentata nell’ultimo quinquennio. Questo calo dell’incidentalità stradale è peraltro avvenuto in concomitanza con un aumento del 5,9% del numero di veicoli circolanti sulle strade dell’area metropolitana bolognese nel decennio 2008-2017.

Quando avvengono gli incidenti

Dal report emerge che maggio, giugno e luglio sono i mesi con il maggior numero di sinistri, 378 in ognuno. Venerdì è il giorno con il maggior numero d’incidenti (645) e di feriti (917), lunedì quello con il più elevato numero di incidenti mortali (17). Nei giorni lavorativi, le fasce orarie più critiche sono legate agli spostamenti in entrata e uscita dai luoghi di studio/lavoro.

Dove avvengono gli incidenti

Il 72% degli incidenti avviene in un contesto urbano, il 18% in extra-urbano e il rimanente su autostrada o tangenziale. In ambito urbano il 50% degli incidenti avvengono su incrocio-rotatoria-intersezione, mentre in ambito extra-urbano il 43% dei sinistri avvengono su strada rettilinea.

Per quanto riguarda gli incidenti mortali, sulle strade comunali sono morte 32 persone (39% del totale), sulle strade provinciali 32 (39%), in autostrada, tangenziale o raccordo 12 (14,7%), sulle statali 6 (7,3%).

Tra le 72 strade provinciali e le 2 statali dove nel 2017 è stato rilevato almeno un incidente con infortunati, le statali Via Emilia e Porrettana sono quelle con il maggior numero di incidenti, rispettivamente 89 e 87, in parte spiegabili anche con la loro rilevante estensione chilometrica. Tra le strade provinciali, le più incidentate in valore assoluto sono la Sp569 "Di Vignola" con 67 incidenti e la Sp4 "Galliera" con 51 incidenti. La Ss64 "Porrettana", la Sp3 "Trasversale di pianura" e la Sp253 "San Vitale" registrano più decessi, rispettivamente 5, 4 e 4 ciascuna.

I comuni più colpiti dagli incidenti

Escludendo gli incidenti avvenuti su autostrada e tangenziale, con una componente d’incidentalità parzialmente esogena al territorio comunale (traffico di attraversamento), i comuni con un maggior indice d’incidentalità sono Bentivoglio, con 6,2 incidenti ogni mille abitanti e a seguire Argelato con 5,2 e Bologna con 4,6. I comuni che registrano il maggior costo sociale per incidente stradale sono, in ordine decrescente: Bologna, Imola, San Giovanni in Persiceto e Valsamoggia.

Nel 2017 sono stati georeferenziati puntualmente tutti gli incidenti stradali avvenuti su strada comunale, statale, provinciale e autostrada.

Quali veicoli fanno più incidenti

Nel 2017 tra i 7.492 veicoli coinvolti in incidente nell’area metropolitana bolognese, 152 in più rispetto all’anno precedente, le autovetture rappresentano il 64%, i motocicli il 13%, gli autocarri e motrici il 9%, le biciclette il 6%, i ciclomotori il 3% e altre tipologie di veicoli il 5%.

Dal 2013 al 2017, solo i ciclomotori coinvolti sono costantemente in calo, con una diminuzione complessiva pari al 19% (da 293 nel 2013 a 237 nel 2017); le biciclette registrano un aumento del 6,6% (nel 2017 sono 482); le autovetture nel suddetto quinquennio calano dell’1,4% (nel 2017 sono 4.470).

Come avvengono gli incidenti

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (71%); la tipologia d’incidente più diffusa è lo scontro: frontale, frontale-laterale e laterale (1.916 casi, 37 vittime e 2.731 feriti), seguita dal tamponamento (873 casi, 9 decessi e 1.424 persone ferite). La tipologia più pericolosa è l’investimento di pedone (4,6 decessi ogni 100 incidenti) seguono la fuoriuscita del veicolo (3,3) e l’urto con ostacolo o veicolo (2,3).

Investimenti di pedoni e fuoriuscite sono le modalità che procurano percentualmente una mortalità maggiore.

Nei casi in cui è indicata la responsabilità di conducenti o pedoni, i comportamenti errati quali: la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e il comportamento scorretto del pedone, sono le prime tre cause d’incidente (escludendo il gruppo delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 25% dei casi.

Incidenti stradali: i costi per la collettività

Il costo sociale sostenuto dalla collettività metropolitana a causa della morte o del ferimento delle persone in seguito ad un incidente stradale è stato pari a 396.658.812 euro, in aumento rispetto al 2016 del 7,4%. Nel periodo 2008-2017 il costo sociale è diminuito del 18%, pari a 85,55 milioni di euro.

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