Morti in incidenti stradali: Bologna la più colpita, diventa obbligatorio l'alcol-lock

Tra distrazione, alcol e droga alla guida. Una direttiva europea rende obbligatorio dal 2022 il sistema che impedisce l'accensione del veicolo se il conducente ha assunto alcoolici oltre il limite

I dati complessivi riferiti alla mortalità sull’intero territorio regionale registrano 279 persone decedute nei primi 11 mesi del 2019.  Di queste 279 persone rimaste vittime di incidenti stradali 219 erano maschi e 60 femmine.
E' la fotografia degli incidenti stradali in Emilia-Romagna, diffusa da Mauro Sorbi dell'Osservatorio per l'educazione alla sicurezza stradale.

La città meropotitana di Bologna, con 58 persone decedute nel 2019 (dato provvisorio) resta ancora una volta il territorio più colpito. 

Il mese più tragico è stato febbraio con 9 decessi: 1 pedone in tangenziale, 3 camionisti, sulle Ganzole e sulla A14 nel territorio di Castel San Pietro, 2 automobilisti, in via Arcobveggio e a Gaggio Montano, 1 ciclista a San Venanzio di Galliera e 2 motociclisti, sulla A13 e a San Matteo della Decima.incidenti bologna

Modena sale da 39 a 46. Anche Forlì – Cesena è in crescita passando da 25 a 37, risultando quest’ultimo l’incremento più significativo (+12 vittime) nel periodo considerato (fino al 30 novembre). Per le restanti province si evidenziano situazione stabili o variazioni non statisticamente rilevanti, sia in crescita che in calo. 

L’utente più coinvolto negli incidenti mortali è sempre l’automobilista che, con un trend in leggero calo rispetto ai dati ISTAT definitivi dello stesso periodo del 2018 (da 127 a 119 vittime); da solo costituisce il 42% del totale.
Seguono i motociclisti che salgono da 65 a 74 (26%).

In leggero calo i pedoni da 47 a 44 (15%) e i ciclisti, che passano da 31 a 29 vittime (10%). Da notare infine anche la diminuzione del numero di autisti di mezzi pesanti, da 23 a 13 vittime; per questi tipi di veicoli si evidenzia il
problema delle conseguenze negative in termini di danni e ritardi alla circolazione, spesso causato dal mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Le cause

Continuano ad aumentare di incidenti mortali correlati all'alcol. "Guidare sotto l’influenza di alcol e stupefacenti - scrive l'Osservatorio - incrementa il rischio di incidente del 35,9 volte e da recenti statistiche risulta che qualsi il 50% degli incidenti stradali mortali abbia proprio come concausa l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. La novità è che il fenomeno colpisce prevalentemente la fascia di età over 40, mentre si è ridotto quello delle cosiddette stragi del sabato sera”.

Una nuova direttiva europea renderà obbligatorio dal 2022 l’alcol-lock che impedirà l'accensione del veicolo se
il conducente ha assunto alcoolici oltre il limite di legge. Tutte le case automobilistiche dovranno dotare i nuovi veicoli (auto, furgoni, mezzi pesanti) che usciranno dalle loro sedi di tali dispositivi per la prevenzione di
incidenti, tutelando automobilisti e pedoni.

Il mancato rispetto della distanza di sicurezza è un’altra causa di incidentalità. Circa il 45% degli incidenti in autostrada (dati definitivi 2018) vedono coinvolti veicoli commerciali e sono innescati da tamponamenti. 

La distrazione è causa o concausa di comportamenti che creano incidentalità; oltre l’81%. Ci sono tre grandi cause di distrazioni alla guida:
- Distrazioni manuali: tutte quelle azioni che non ci fanno tenere saldamente il volante con due mani come: maneggiare sigarette, navigatori,
rasoi, trucchi, usare un cellulare, bere bibite o mangiare.
- Distrazioni visive: tutte quelle azioni che ci fanno allontanare lo sguardo dalla strada come: guardare il navigatore, leggere un sms, cercare qualcosa.
- Distrazioni cognitive: tutte quelle azioni che ci fanno perdere la concentrazione alla guida come: pensare a problemi, ripassare mentalmente un discorso, organizzare la giornata.

Altro particolare è l’abitudinarietà al percorso che porta ad un “distacco” della attenzione alla guida e ad una (falsa) sicurezza psicologica sulla “conoscenza” del percorso che ci induce ad una minore attenzione”, in particolare gli autisti dei mezzi pesanti. 

Il confronto fra i dati Provvisori a nostra disposizione tra il primo semestre del 2018 e del 2019 conferma che siamo ancora lontani dal centrare l’obiettivo della “vision zero”.

Aggressività stradale. I vari esponenti delle Forze dell’Ordine affermano che è in costante aumento il fenomeno della aggressività tra i vari utenti della strada con insulti e minacce verbali e gestuali rivolte in particolare alle donne e agli anziani anche per futili motivi: ad esempio un contestato parcheggio, una ritardata partenza ai semafori. 
La presenza di questa cosiddetta road rage – rabbia stradale è anche causa di mancanza di attenzione alla guida.

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