Cronaca Centro Storico / Piazza San Francesco

Indignati: intervista esponenti Collettivo Universitario e Collettivo Miglietti

BolognaToday avvicina i manifestanti per capire con chi ce l'hanno, cosa vorrebbero cambiare, come immaginano il loro futuro..

Oggi indignati in piazza un po' ovunque, sotto le Due Torri pure. Bologna Today li ha avvicinati per raccogliere le loro impressioni sullo stato di agitazione nazionale. Intervista ad Andrea del Collettivo Universitario Autonomo e Veronica, del collettivo Minghetti, giovanissima studentessa al IV ginnasio.

Andrea,  come si svolge la mattinata?
A - Il nostro slogan della mattina è “occupy the school”, quindi il corteo toccherà qualche scuola e l’università.
Adesso che il governo Berlusconi è alla fine, con chi ve la prenderete?
A - Non abbassiamo la guardia, siamo preparati a tutto. Lui forse  se n’è andato, ma la crisi rimane. Non ci è ancora dato di conoscere le misure di austerity e del maxi-emendamento, ma si  parla anche di privatizzazione dell’istruzione. Abbiamo lottato contro questo governo e contro Berlusconi perché lo riteniamo il simbolo del disastro di questo paese, ma la crisi è globale e dietro di lui ci sono i poteri forti che vogliono imporre misure drastiche. Precarietà, privatizzazione dei servizi pubblici e controriforma della scuola sono state portate avanti anche dai governi di sinistra. E’ un processo che va oltre le idee politiche. In Spagna hanno contestato un governo socialista che comunque ha fatto delle riforme. A Bruxelles vogliono far cadere la crisi sulle nostre teste. La nostra controparte è un meccanismo di potere neoliberista, speriamo di avere la forza per combatterlo.
Veronica, cosa fate esattamente al collettivo Minghetti?
V - Ci riuniamo di pomeriggio e parliamo di come migliorare la società e la scuola. Siamo in molti e ci possiamo confrontare anche con ragazzi più grandi.
I dirigenti scolastici come considerano le vostre iniziative?
V - Intanto ci danno gli spazi scolastici, ma lo considerano uno spazio di confronto utile a tutti.
Come sarà il dopo Berlusconi?
V - C’è sempre la riforma Gelmini da abrogare, il problema oggi è il berlusconismo, un pensiero malsano per questa società. Le persone vanno scelte per le idee e non pagate.
Siete legati ad un partito? E se va al governo il centro sinistra, quali saranno le vostre richieste?
V -  Non siamo legati ad un partito, ma siamo di sinistra. Al nuovo governo chiederemo pochi provvedimenti, ma concreti come l’abolizione della riforma Gelmini e la diminuzione dei costi della politica. Vogliamo abolire la società che Berlusconi ha creato e ridare diritti alle donne.
Vi siete mai confrontati con un vostro compagno di scuola di centro-destra?
V - E’ molto difficile, sono solo capaci di dire che abbiamo perso un vero leader e che l’Italia dovrebbe piangerlo. Io ho pianto di gioia e brindato con la mia famiglia.
Sapete che vi aspetta una vita professionale  un po’ "particolare"?
V -  Io suono il violino, se tutto rimane invariato quando uscirò dal conservatorio non potrò vivere di musica con i tagli alla cultura, quindi spero che con il liceo classico potrò trovare anche un altro lavoro.
 

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