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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Infermieri Bologna: "Non si vede la fine dell'emergenza, problema tenuta psicologica"|VIDEO

A rilanciare l'allarme è Pietro Giurdanella, numero uno dell'Ordine degli infermieri di Bologna: "In alcune realtà anche il blocco delle ferie"

Problema della "tenuta psicologica" degli operatori sanitari, dopo un anno di pandemia. A rilanciare l'allarme è Pietro Giurdanella, numero uno dell'Ordine degli infermieri di Bologna e presidente del Coordinamento degli ordini infermieristici dell'Emilia-Romagna.

"Nella prima fase il problema erano le tutele e i sistemi di protezione, che erano contati- ricorda Giurdanella, intervistato oggi dall'agenzia ire- oggi invece abbiamo costruito dei percorsi per i pazienti positivi e negativi, ma a un anno di distanza il problema è la tenuta psicologica degli operatori".

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Il presidente dell'Ordine conferma: "C'è il problema del burnout, ma c'è anche un problema di gestione generale. Così come un cittadino sente l'esigenza di andare in ferie, la sente anche un infermiere o un medico. E anche noi siamo obbligati a stare dentro quattro mura". Quindi oggi "il problema è la tenuta psicologica di gruppi che non vedono una fine e vedono il susseguirsi di ondate" di Covid, insiste Giurdanella. A questo si aggiunge che "in diverse realtà, come a Bologna, c'è anche il blocco delle ferie. Quando però si esce di casa e si vede il liberi tutti, viene da dire: ma io sto ancora lavorando senza poter andare in ferie".

Per alleggerire la situazione, suggerisce il numero uno degli infermieri di Bologna, occorre "potenziare fin da ora l'assistenza domiciliare e territoriale, perchè tanti casi possono essere gestiti a domicilio, evitando il sovraccarico degli ospedali. Lo diciamo da sei-sette mesi". A livello nazionale, ricorda ancora Giurdanella, "è stata individuata la figura chiave dell'infermiere di comunità, programmando l'assunzione di 9.000 unità. Ad oggi però ne contiamo poche centinaia in tutta Italia. Chiediamo a gran forza di accelerare su questo".

In questi mesi, rileva il presidente dell'Ordine degli infermieri di Bologna, "la Regione Emilia-Romagna ha alzato gli standard quantitativi del personale, ma bisogna ricordarsi che un infermiere va cresciuto e specializzato. Quindi oggi per mettere più risorse nei reparti, bisogna valutare anche che questi infemieri vanno formati. E in questa fase stiamo specializzando gli infermieri per avere maggiori risorse".(dire)

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