Cronaca

Infortuni sul lavoro: 5800 incidenti in cinque mesi

Episodi anche durante il lockdown. Due morti nell'ultima settimana. La Cgil: "Dati impressionanti, inaccettabili per un paese che voglia definirsi civile"

Due morti e un ferito grave venerdi' scorso, solo a Bologna, in settori diversi, ma sempre in un luogo di lavoro. "La strage continua anche dopo il Covid", denuncia la Cgil parlando di "dati impressionanti, inaccettabili per un paese che voglia definirsi civile". Il sindacato, dunque, sottolinea la necessita' di un "salto di qualita'" nella discussione.

Del resto, i dati Inail evidenziano un "elevatissimo" numero di infortuni a Bologna nei primi cinque mesi dell'anno 2020: più di 5.800 nonostante il lockdown, con un'alta percentuale di stranieri soggetti a incidenti e il forte coinvolgimento delle donne.

"Dati che vanno interpretati e soprattutto che devono trovare risposte sia nella contrattazione sociale e territoriale che in quella delle categorie", scandisce il sindacato.

"Il Covid, sul tema della salute, ha dimostrato come il diritto universale vada rideclinato anche alla luce di quanto successo. Va rilanciata la sanità territoriale e, all'interno della stessa, il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro deve diventare una priorità. Tutto ciò anche ai fini del controllo dell'epidemia che non è ancora scomparsa", ammoniscono Giacomo Stagni e Cristina Pattarozzi per la Camera del lavoro.

"I settori della logistica, con tutte le contraddizioni e le problematiche che purtroppo lo continuano a contraddistinguere, sta diventando un problema oltre che di tutela del lavoro, dei diritti e della legalità, un tema anche di salute pubblica per le persone coinvolte, le loro famiglie, ma anche per l'intera comunità", evidenziano i sindacalisti.

La Cgil da settembre "intende affrontare tutte queste tematiche, unitariamente con gli altri sindacati confederali, alla luce di un diritto alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che va sempre più considerato in una logica generale e confederale, a partire dalle figure dei rappresentanti per la sicurezza, ma consapevoli del fatto che, la frammentazione dei luoghi di lavoro e la precarizzazione dei rapporti, pone al sindacato sfide e percorsi contrattuali nuovi", sottolineano Stagni e Pattarozzi. (Vor/ Dire)

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