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Budrio, accoltellò la moglie Jamila durante una lite: condannato a 30 anni

Sentenza arrivata dopo soli 8 mesi dall'omicidio: dopo una lite, uccise la moglie probabilmente davanti alla figlia di tre anni. Poi si costituì. Proprio in quei giorni nacque la 'Casa delle donne'

La condanna è arrivata con il rito abbreviato. L'uomo rischiava l'ergastolo, ma il giudice ha inflitto i 30 anni in considerazione dello 'sconto' garantito dal rito alternativo, e come chiesto dal pm Giuseppe Di Giorgio. Non sono state concesse le attenuanti generiche.

Era febbraio ed aveva nevicato. Abderrahim Qablaoui, 54 anni, di nazionalità marocchina, dopo una lite, sferrò una colpo al cuore con un coltello da cucina alla moglie Jamila Assafa, 30 anni, probabilmente davanti alla figlia di tre anni. Accadde a Budrio, in via Frati Cappuccini. 

Poi era fuggito con una Fiat Punto, portandosi via entrambi i figli, anche un bimbo di 16 mesi. Ma, dopo un paio d'ore, si era costituito nella stazione dei carabinieri. Prima di consegnarsi però aveva lasciato i bambini ad una sorella.

Una lite per motivi banali. Lei gli aveva fatto notare di non aver gradito il modo in cui era stata trattata, poco prima, davanti ai parenti di lui. Ma in quella famiglia e per Jamila non era la prima volta: i carabinieri in passato erano intervenuti.

INDIGNAZIONE.L'omicidio causò molta indignazione: Budrio si mobilitò in una fiaccolata per Jamila e per i funerali il sindaco mise a disposizione l'Auditorium di via Saffi. 

CASA DELLE DONNE. E proprio in quei giorni un annuncio speciale: una casa per accogliere in emergenza le donne ad rischio d'aggressione, feminicidio o tentativi di feminicidio. E' nata a Bologna una delle prime esperienze italiane del genere. Il progetto, della Casa delle donne per non subire violenza, è finanziato dal Dipartimento delle pari opportunità. La casa ha 8 posti letto, si può entrare dalle 8 alle 20 e restare per 1 mese gratuitamente. Poi si potrà passare a forme di ospitalità più stabili. L'hanno già usata 10 donne e i loro 16 bambini. Save (Sicurezza e accoglienza per vittime in emergenza) è un progetto che avrà durata biennale, fino a ottobre 2014, ed è sostenuto dal Comune e dalla Provincia di Bologna, Udi, carabinieri e polizia.“
 

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