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Terrorismo, 26enne condannato a Bologna: "Si addestrava per la Jihad"

Fermato nel febbraio del 2020 al termine di un'indagine della Digos e della Polizia postale coordinata dalla pm bolognese Antonella Scandellari

È stato condannato a tre anni, sei mesi e 20 giorni dal gup del Tribunale di Bologna, Domenico Truppa, il 26enne tunisino fermato e portato in carcere nel parmense un anno fa con l'accusa di autoaddestramento con finalità di terrorismo anche internazionale.

La pena inflitta dal giudice al termine del processo di primo grado è leggermente inferiore ai quattro anni chiesti dalla Procura. Il giovane, di professione muratore e residente a Busseto, era stato fermato nel febbraio del 2020 al termine di un'indagine della Digos e della Polizia postale coordinata dalla pm bolognese Antonella Scandellari, perché nel suo smartphone erano stati trovati migliaia di file con indicazioni su come costruire esplosivi o altre armi, video di attentati, esecuzioni di 'infedeli,' predicatori che incitano alla jihad e testi inneggianti al martirio.

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Secondo gli investigatori, inoltre, il 26enne avrebbe avuto contatti con ambienti dell'Isis attraverso social network. Ora per lui è arrivata la condanna in primo grado, e anche se bisognerà attendere 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza, il suo legale Roberto Filocamo annuncia che sicuramente ricorrerà in appello.  (Dire)

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