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Cronaca

Teen-idol, la psicologa spiega perchè i nostri figli amano Justin Bieber

La psicologa: "Molto diversi dai fenomeni dei decenni precedenti: non è più la musica che sostiene l'immagine, ma l'immagine che sostiene la musica. Personaggi studiati ad hoc"

Che cos'è un teen idol? Lo abbiamo visto in questi giorni, assistendo come spettatori alle folle di ragazzine davanti a un hotel, accampate fuori da un palazzetto per aggiudicarsi i posti migliori e vederlo da vicino: vedere Justin Bieber. Sui social tanti commenti al vetriolo contro questi adolescenti che invece di interessarsi alla politica, alla cultura, ai loro coetanei che nelle tende ci stanno perchè sono migranti, rincorrono una star e spendono tutta la loro paghetta per il biglietto di un concerto. Eppure se questa è una cosa negativa non è colpa loro. 

E' bene avvalersi dell'ondata di belieber in città (così si chiamano i fan della star canadese) per approfondire questo argomento insieme a Rebecca Rubbini, psicologa e psicoterapeuta esperta di valutazioni psicodiagnostiche, spesso chiamata come perito nei casi di abusi e maltrattamenti e per consulenze tecniche nei casi di separazione o affidamento, quindi altamente competente in materia di infanzia e adolescenza. 

Justin Bieber in città: fan davanti all'albergo

Sui social abbiamo letto commenti al vetriolo rivolti alle ragazzine che hanno sfidato il freddo e la pioggia per accamparsi davanti ai cancelli dell'Unipol Arena e realizzare il sogno di vedere da vicino il loro idolo. Ma ha davvero una valenza tanto negativa questo comportamento?

"Il problema sta nel fatto che ci si accanisca con le persone sbagliate. Mi fa molto piacere analizzare questo fenomeno, soprattutto in concomitanza con un anniversario per me molto importante: il 20 novembre del 1989 infatti è stata approvata la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC). Cominciamo con il definire l'adolescenza e l'adolescenza oggi. La preadolescenza e l'adolescenza sono un momento di transizione dall'infanzia all'età adulta con il fil rouge della ricerca dell'autonomia. Si vivono cambiamenti fisici e mentali, nasce l'intimità e ci si vuole staccare dai genitori, ma non si è ancora indipendenti. Il motore per poter raggiungere l'indipendenza è l'autoaffermazione, ma mancando un appoggio (quella protezione e appoggio della famiglia che si rifiutano) ecco che si sente il bisogno di conforarsi, di dipendere da qualcosa d'altro..."

E qui arriviamo a Justin Bieber e all'essere adolescenti oggi...giusto?

"Sì. Oggi succede intanto che c'è una grande prococità nello sviluppo fisico e sessuale, mentre allo stesso tempo si cerca di rimandare il più possibile il momento in cui si entra nell'età adulta. I preadolescenti e gli adolescenti subiscono inoltre un'influenza incredibile da parte dei mass media, mentre la società intorno, cambia molto velocemente. Abbiamo dunque una contrapposizione fra una maurità fisica e sessuale e un'immaturità sociale e cognitiva, con il risultato di avere personalità incomplete e facilmente manipolabili, che si aspettano molto da chi gli sembra più grande. I mezzi di comunicazione danno l'idea di sapere tutto, ma non si sa nulla mentre si smette di leggere e si apprende solo per immagini. Subentra una grande difficoltà nell'instaurare rapporti autentici ed è qui che giocano il loro ruolo i cosiddetti "teen idol", gli idoli dei teenagers: per definizione, coloro che sono destinati a diventare dei simboli. 

Ma le ragazzine che impazziscono per le star ci sono sempre state: dai Beatles ai Duran Duran, dai New Kids on the Block ai Take That...cosa è diverso oggi?

Tutti i gruppi e le boy-band citati hanno qualcosa di diverso rispetto ai teen idol degli anni 2000. Sapevano fare musica e facevano musica. Persino i Take That hanno fatto della gavetta: non è più la musica che sostiene l'immagine, ma l'immagine che sostiene la musica. La musica diventa solo la chiave di accesso allo show business, un accessorio di cui si può far a meno: e infatti questi miti arrivano dalla rete (da Youtube) o dai talent show. 

Si sta favorendo in questo modo un'idealizzazione il più possibile omogenea, ci sono interviste costruite ad hoc sconnesse dalla musica ma legate al marketing. Justin Bieber e simili non fanno solo canzoni d'amore in cui ci si riconosce e ci si identifica: arrivano a farsi idealizzare in modo autoreferenziale, dando un'immagine non reale, spesso costruita ad hoc attraverso dei video e delle interviste. E invece Bieber a 22 anni aveva già sei denunce per aggressione, spaccio e altro ancora. 

I ragazzi hanno bisogno di idealizzarli e sentirli vicini e amici, si affezionano a loro in modo ossessivo. Gli idoli dei ragazzi arrivano con prepotenza, con immagini, tematiche tipiche, è tutto impacchettato e il sistema fa in modo che questa star diventi l'amico di famiglia che piace anche ai genitori. Sembra ti possano aiutare, c'è una mistificazione. C'è una relazione che vuole essere reale e mantiene la domanda stabile: è un business. Variano le immagini a seconda del bisogno, ma il succo resta quello. C'è comunque un'incongruenza fra immaginario e reale. Solo se il marketing lo preserverà potrà durare. Quanti ne abbiamo visto passare di Justin Bieber?"

Perchè questo fenomeno interessa più le femmine che i maschi?

"Nelle femmine di tutte le età prevale l'emisfero analogico e non quello digitale, quindi in linea di massima sono più portate alla creatività alle arti e alla musica. Inoltre nelle femmine adolescenti la proiezione dell'innamoramento è molto più semplice, mentre i maschi hanno uno sviluppo ritardato rispetto alla sessualità (stiamo parlando della fascia dai 12-14 anni); in questi casi i maschi preferiscono idoli dello sport oppure delle identificazioni maschili molto più mascoline con le quali sostituire il padre".  

Se è quindi vero che sono tutti prodotti studiati e impacchettati per essere "acquistati" (pensiamo a merchandising, eventi, prodotti sponsorizzati...), come è possibile far sì che i n ostri ragazzi siamo meno influenzabili?

"Una buona educazione e la creatività. Bisogna farli innamorare delle cose, dell'arte...Bisogna fare delle cose insieme e dialogare: guardare una puntata dei Simpson, confrontarsi, andare in un museo per fare solo qualche esempio. E' responsabilità degli adulti fare in modo che i ragazzi si facciano delle domande: se sono impegnati a trovare delle risposte, non avranno interesse a seguire Justin Bieber"

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