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Crisi Kemet, oltre 100 posti a rischio: si attiva la Regione

Il punto della situazione con l'assessore Colla: "Piano organizzato, uscite sì ma solo volontarie"

"Si è aperto un cantiere su un'idea di futuro per la Kemet, che dia garanzie sia dal punto di vista produttivo che occupazionale, contribuendo alla crescita economica dell'Appennino sulla quale, come Regione, stiamo investendo". Così l'assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, al termine dell'incontro, richiesto dai sindacati sull'allarme alla Kemet di Pontecchio (Sasso Marconi, Bologna) dove 'ballano' 105 posti di lavoro.

Rispetto alle ipotesi di un ridimensionamento che non lascia tranquilli sul futuro dello stabilimento, Colla ha proposto l'avvio di un percorso "che è stato condiviso sia dall'azienda che dalle organizzazioni sindacali". Ci sarà un confronto impresa-sindacati "su livelli occupazionali che escludano scelte unilaterali e che si basino sul principio della volontarietà", ma anche sugli investimenti, sulle potenzialità del nuovo prodotto, in termini di sviluppo commerciale, sui volumi produttivi e sui tempi per raggiungere gli obiettivi industriali.

Infine, ci sarà una verifica su possibili progetti di fattibilità innovativi e ulteriori nuovi prodotti da sviluppare a Pontecchio Marconi, "vista la presenza di un centro di ricerche di grande importanza, a partire dai settori della mobilità".

Kemet dal canto suo ha annunciato, a fronte di una difficoltà produttiva e di mercato dei prodotti tradizionali (condensatori) che escono dallo stabilimento, di aver assunto 30 ingegneri nel reparto ricerca e sviluppo e la realizzazione di un prodotto innovativo (una nuova generazione di attuatori tattili) in collaborazione con Novasentis, su cui il gruppo ha investito, e intende ancora farlo per i prossimi anni, considerandolo strategico per le prospettive di mercato.

"La Regione -aggiunge Colla- è disponibile ad affiancare da subito l'azienda nella definizione di un piano industriale, in accordo con le organizzazioni sindacali, per dare prospettive di sviluppo allo stabilimento e di stabilità ai lavoratori. Kemet è, infatti, un'azienda con una storia importante per un territorio fragile come quello in cui è insediata e da essa dipende il futuro di un numero rilevante di lavoratori e famiglie, che dobbiamo salvaguardare".

Nel percorso per gestire la transizione dalle produzioni tradizionali all'innovazione tecnologica "c'è l'interesse a collaborare con un grande gruppo come Kemet che sta investendo in ricerca e sviluppo su un settore importante come quello dell'automotive, a partire dall'evoluzione di mercato del nuovo prodotto Novasentis, da cui possono derivare notevoli opportunità", conclude Colla.

Al tavolo di salvaguardia, svoltosi ier a Bologna in viale Aldo Moro, erano presenti, oltre la Regione, la Città metropolitana di Bologna con il consigliere delegato Fausto Tinti, il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani, l'azienda, le organizzazioni sindacali e i rappresenti dei lavoratori. (Mac/ Dire)

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