rotate-mobile
Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

La Perla, assemblea pubblica dipendenti a rischio: “Noi ci crediamo, il nostro capo no”

Hanno marciato fino al cinema Galliera per chiedere aiuto alle istituzioni e scongiurare la mobilità per oltre 300 dipendenti, quasi tutte donne. L'Assessore Lepore: "Questa è la lotta di tutta Bologna"

Tutte donne de La Perla, o quasi, quelle che hanno sfilato in corteo  da Piazza XX Settembre fino al Cinema Galliera in via Matteotti per incontrare, insieme ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Comune Provincia e Regione.  La prospettiva è la mobilità per oltre 300 dipendenti, quasi tutte donne e  di tutti i settori aziendali, dall’artigianato specializzato, alle impiegate di tutti i livelli.

Assemblea La Perla

LA RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE. Il terzo processo di ristrutturazione in pochi anni che ha portato il marchio leader nel mondo per la lingerie di lusso al taglio di oltre la metà dei dipendenti, oggi circa 600 a Bologna e poco meno di 200 tra la Toscana e l’Abruzzo. La proprietà, un fondo americano, per voce dell’Ad Tim Brasher ha più volte incontrato le parti sociali e le istituzioni, ma a quanto pare senza progettualità specifica se non quella dell’apertura di 160 nuovi punti vendita nel mondo. “Non ce lo possiamo permettere a Bologna e non ci basta la proroga della Cassa Integrazione” tuona il delegato Cgil Giacomo Stagniil gruppo dirigente sembra interessato a tutt’altro”, tra Il plauso di tutti alla caparbietà delle donne-La Perla che resistono compatte e che anche oggi ha voluto esprimere la voglia di sperare: “Noi crediamo nel nostro prodotto, nella nostra azienda, il nostro padrone no” interviene una lavoratrice visibilmente commossa (GUARDA IL VIDEO)“c’è gente che compra le lampo per metterle nei corpetti per far uscire un prodotto alla meno peggio... Abbiamo trovato un muro...Quando siamo davanti alle vetrine della Perla, vediamo un film, un artista che indossa la nostra roba ancora ci emoziona, quando penso che quel capo l’ho fatto io, noi siamo il meglio, Bologna e l'Italia, siamo i migliori”. Danilo Gruupi, segretario Cgil di Bologna, ribadisce come "in una situazione di crisi come questa, Bologna non è in grado di assorbire tutte queste lavoratrici. Ci daranno incontri nei prossimi giorni che riaprono le trattative".

LA POLITICA. La proprietà dovrebbe ascoltarvi un po’ di più” è la visione dell’Assessore provinciale alle Attività Produttive Graziano Prantoni che ribadisce la disponibilità alle “necessarie azioni perché la proprietà cambi idea”. “La cosa più bella è vedere questa sala” per l’Assessore comunale Matteo Lepore “ con delega alle Relazioni Internazionali “quando promuovo la città per il mondo, il marchio LaPerla è associato a Bologna. Diversi marchi sono sotto attacco della speculazione e la dirigenza non ha saputo fare il suo mestiere”. Intende lottare insieme ai sindacati Lepore poiché questa, dice, “è la lotta di tutta Bologna!”. Difesa del made in Italy a spada tratta l’Assessore Regionale al Lavoro Patrizio Bianchi: “I manager non sono finanzieri, questa è la difesa assoluta non solo di un marchio, ma dell’industria, non si molla di un passo”. Solidarietà anche da altri esponenti politici come la Senatrice PD Rita Ghedini: “Purtroppo si dimostra ancora una volta che le proprietà finanziarie sono sostanzialmente inadeguate ad affrontare i momenti di crisi… Occorrerà che istituzioni e rappresentanze, locali e nazionali, operino per mettere in campo ancora strumenti di contenimento dell'impatto sociale di questa crisi, ma puntando lo sguardo al futuro: in Perla c'è un patrimonio di sapere e di saper fare che va reindirizzato ad un nuovo progetto imprenditoriale capace di valorizzarlo. In questi anni che dovevano servire alla ristrutturazione dell'azienda sono mancate azione e visione e la crisi internazionale ha svelato un'inadeguatezza strategica già evidente da tempo. Ora l'impresa, che ha goduto di un largo accompagnamento pubblico, deve dimostrarsi responsabile e garantire il massimo impegno a gestire la fase, contenendo al massimo le conseguenze sociali. Non dovranno essere consentite operazioni di "spogliazione" dell'azienda: il marchio e la manifattura de La Perla sono tutt'uno. Occorrono nuove idee e nuove capacità per rilanciarle nel mondo”.    
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Perla, assemblea pubblica dipendenti a rischio: “Noi ci crediamo, il nostro capo no”

BolognaToday è in caricamento