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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

La Perla non paga gli stipendi, la Regione tuona: “Accordi violati”

Il gruppo di proprietà di un fondo olandese ha smesso di pagare gli stipendi nonostante gli accordi con la Regione

“Inaccettabile”. È netto il giudizio del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti del gruppo “La Perla” di Bologna, di proprietà del Fondo olandese Tennor, con sede a Londra, controllato dal finanziere tedesco Lars Windhorst.

“Questa decisione presa dall’azienda - Bonaccini e Colla in una nota  - è una palese violazione degli impegni assunti dalla proprietà con le Istituzioni, Regione in primo luogo, e con i sindacati”. Per questo, la Regione Emilia-Romagna ha chiesto di convocare urgentemente un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme ai sindacati. L’obiettivo è quello di salvare uno storico marchio italiano, ma soprattutto di salvaguardare i 350 dipendenti rimasti senza salario. “Non è pensabile lasciare queste lavoratrici e lavoratori senza certezze per il loro futuro- proseguono Bonaccini e Colla- così come è inaccettabile tollerare che la proprietà non abbia mantenuto nessuno degli impegni che si era assunti”.

“Già all’inizio di luglio avevamo scritto a Ministero per chiedere di convocare un incontro urgente con la proprietà, le Istituzioni e le Organizzazioni sindacali- chiudono il presidente della Regione e l’assessore allo Sviluppo economico- Perché è indispensabile trovare soluzioni che salvino il sito produttivo, il valore del marchio “La Perla” e i posti di lavoro. Non siamo ancora stati convocati dal Ministero, e siamo stupiti da questa mancanza di attenzione da parte del governo. Rinnoviamo con forza la richiesta di convocazione del tavolo ministeriale, perché non è possibile indugiare oltre".

A corollario della nota della Regione arriva anche quella del sindaco Matteo Lepore: "Lasciare le dipendenti della Perla senza stipendio è l’ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’inaffidabilità della proprietà della storica azienda bolognese, il fondo olandese con sede a Londra Tennor. Mancano ad oggi un piano industriale e una strategia imprenditoriale. Manca soprattutto la consapevolezza del danno irreversibile che una gestione aziendale dissennata rischia di produrre a un marchio che finora ha mostrato di mantenere la credibilità costruita nel tempo".

"La Città metropolitana, insieme alla Regione Emilia-Romagna, ha scritto poche settimane fa al titolare del Ministero delle imprese e del Made in Italia, Adolfo Urso, sollecitando l’attivazione di un tavolo presso il Mimit, a fronte dell’indisponibilità mostrata dalla Tennor nei tavoli locali convocati nei mesi scorsi. Sono in ballo 350 posti di lavoro e un’esperienza imprenditoriale di prestigio. Nessuno pensi di potere giocare con le vite di queste lavoratrici - si chiude la nota della Città Metropolitana di Bologna - e con la serietà del sistema di relazioni istituzionali e industriali del nostro territorio.”

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