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Scontri sgombero Labas, duello Procura-Gip: 'Non hanno autocontrollo, misura inutile'

La Procura ha impugnato l'atto con il quale il Gip ha respinto tre richieste di divieto di dimora, avanzate dal pm in seguito alla resistenza durante lo sgombero del centro sociale Labas

Il divieto di dimora? Inadeguato. Perché la "personalità" degli stessi indagati, privi di "sicura e concreta capacità di autocontrollo", renderebbe "inefficace" la misura cautelare. Insomma, non lo rispetterebbero. Con questa motivazione il Gip Franco Raffa ha respinto la richiesta della Procura di Bologna nei confronti di cinque degli 11 indagati per gli scontri dell'8 agosto 2017 in occasione dello sgombero del centro sociale Labas dall'ex casema Masini di via Orfeo.

Una decisione che ha innescato nuovi attriti con la Procura, tanto che in via Garibaldi si è deciso di impugnare subito il provvedimento. Il pm Antonello Gustapane aveva chiesto appunto il divieto di dimora nella provincia di Bologna (o in subordine l'obbligo di firma bisettimanale) per i fatti di agosto. Una misura che invece il Gip ha respinto, parlando di "assoluta inidoneità" delle misure richieste a "salvaguardare le esigenze cautelari come dettagliatamente prospettate dalla pubblica accusa". E questo "alla luce della personalità degli indagati- sostiene Raffa- evidenzianti condizioni soggettive che di fatto privano di qualsivoglia efficacia le prescrizioni" legate al divieto di dimora o all'obbligo di firma, che "presuppongono sicura e concreta capacità di autocontrollo".

La decisione del giudice (l'atto, del 27 febbraio, è stato recapitato in Procura il 13 marzo) è stata subito impugnata da Gustapane, che ha fatto appello al Tribunale della libertà di Bologna rinnovando la richiesta di divieto di dimora (o l'obbligo di firma) per i cinque indagati. Anche perché la misura, sostiene il pm, "appare allo stato la più idonea a far fronte alle esigenze cautelari indicate, risultando inadeguate e non proporzionate le altre".

Secondo Gustapane, è da "rimarcare con forza che il provvedimento impugnato è assolutamente errato" proprio nella parte in cui si ritiene il divieto di dimora inadeguato "a causa della personalità che gli indagati avrebbero dimostrato di avere, nel senso di essere incapaci di autocontrollarsi in modo sicuro e concreto". Il Gip, contesta però Gustapane, non spiega "da quali elementi abbia tratto tale convinzione, che appare invece smentita proprio dalla sistematicità con cui gli indagati hanno realizzato le gravi condotte delittuose loro contestate, che denotano una loro spiccata capacità ad autocontrollarsi, in modo però deviante".

Il pm richiama poi una norma del codice di procedura penale secondo la quale il giudice, "nel momento in cui adotta la misura, ha l'onere di scegliere tra quelle richieste quella che è specificamente più idonea a soddisfare nel caso concreto la natura e il grado delle esigenze cautelari prospettate dal pm". Questa norma, insiste Gustapane, "non può essere interpretata come fatto dal Gip, nel senso che il giudice possa inopinatamente non disporre una delle due misure coercitive richieste, ritenendole entrambe inidonee a soddisfare le esigenze cautelari per la supposta incapacita' degli indagati di autocontrollarsi in modo sicuro e concreto".

I cinque indagati sono accusati di aver opposto resistenza allo sgombero del centro sociale, costruendo barricate con balle di fieno e cassonetti davanti all'ingresso di Labas e di aver colpito "con calci, pugni e corpi contundenti" gli agenti di polizia. (SAN/DIRE)

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