Sanità, ultimatum alle cliniche: "Se non arriva il contratto occupiamo"

Gli operatori della sanità privata dell'Emilia-Romagna sono sul piede di guerra: "Sono stati definiti eroi e angeli, ora sono qui a chiedere un diritto"

Foto DIRE

Sono sul piede di guerra gli operatori della sanità privata dell'Emilia-Romagna. Infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di radiologia, fisioterapisti, che, "dopo che per settimane e mesi sono stati definiti eroi e angeli, ora sono qui a chiedere un diritto". Una firma del nuovo contratto nazionale che tarda ad arrivare, dopo ben 14 anni di attesa, è la ragione per la quale i sindacati sono disposti perfino a "occupare le strutture".

Ovvero, proprio il rinnovo del contratto, fermo al 2006, che tra le altre cose equiparerebbe gli stipendi a quelli più consistenti dei 'colleghi' della sanita' pubblica. Ma Aiop e Aris, rappresentanti delle imprese sanitarie private, che avrebbero dovuto siglare l'accordo entro fine mese, si sono fatte di nebbia. Le parti si erano infatti accordate firmando una pre-intesa il 10 giugno del 2020 per arrivare alla sottoscrizione definitiva dell'accordo entro il 30 luglio. "Le parti si erano prese un lasso di tempo per procedere alla consultazione delle organizzazioni sindacali con i lavoratori, e Aiop e Aris al loro interno- ricostruisce Mario Iavazzi, responsabile Sanità privata per la Fp-Cgil di Bologna- ma siamo al 28 luglio e stiamo ancora aspettando la convocazione per la ratifica definitiva".

Per i sindacati questa lunga attesa "è sospetta"

Un'attesa sospetta per i sindacati, che infatti indetto due presidi di protesta solo oggi: uno promosso dalla Cgil davanti alla casa di cura Villa Erbosa e l'altro, a firma Uil-Fpl, davanti alla sede di Aiop in via Barberia. Per domani invece è previsto, sempre sotto la sede di Aiop, quello della Fp-Cisl. Qualora l'accordo non arrivasse, ecco allora che "occuperemo le strutture, perchè riteniamo indegno il fatto che questa gente lavori da 14 anni senza contratto- sferza Marco Blanzieri, responsabile Sanita' regionale della Fp-Cgil dell'Emilia-Romagna- riteniamo indegno il fatto che questa gente lavori da 14 anni senza contratto, che questi datori di lavoro investano milioni in consulenze e contratti con politici anziche' investire sulla gente che lavora per loro".

Concetto ribadito anche da Uil-Fpl, secondo cui "il fatturato degli imprenditori del settore e gli utili non hanno conosciuto crisi grazie al lavoro e alla professionalita' dei dipendenti che continuano ad essere retribuiti con i valori del lontano 2006- attacca Paolo Palmarini, segretario regionale Uil-Fpl- questa situazione risulta ancora di piu' inaccettabile e incomprensibile alla luce dei diversi interventi da parte del ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni che hanno garantito parte rilevante della copertura del rinnovo contrattuale e risorse aggiuntive a favore del sistema sanitario privato accreditato".

Stipendi più bassi rispetto al pubblico? 

Tra l'altro una delle questioni sul piatto, rivendicate per anni, era il nodo retribuzioni, attualmente, seppur diverse a seconda dell'inquadramento, comunque sostanzialmente più basse rispetto ai 'colleghi' della sanita' pubblica. Nella pre-intesa del nuovo contratto invece, svela Iavazzi, "era scritto esattamente che le retribuzioni dei lavoratori della sanita' privata sarebbero diventate dello stesso livello retributivo di quelle della sanita' pubblica". Ma "tutto rischia di saltare se non arriva la firma entro questi giorni. Noi questo non lo possiamo accettare, e per quanto ci riguarda non ci saranno piu' sconti". Una situazione che in Emilia-Romagna coinvolge circa "5.000 lavoratori", su circa "100.000 in Italia".

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(agenzia Dire) 

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