Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni in Persiceto

Persiceto: tre mesi di lavori anti-esondazione a Le Budrie

L’opera venne gravemente danneggiata dalla piena del novembre di 2019. Priolo: "Di vitale importanza perché mette in sicurezza non solo il territorio persicetano, ma anche quello della Bassa"

Un cantiere che durerà tre mesi  sulla cassa di espansione del torrente Samoggia per mettere in sicurezza il territorio in caso di piene pericolose del corso d’acqua, a San Giovanni in Persiceto, località Le Budrie, e ripristinare l’opera di presa della cassa gravemente danneggiata dalla piena del novembre di 2019.

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In quell’occasione, una serie di tronchi galleggianti di grosse dimensioni aveva provocato rotture in più punti delle reti metalliche di contenimento dei gabbioni dello sfioratore e la fuoriuscita del pietrame che si trovava all’interno aveva deformato anche la parete di valle dell’opera idraulica.

“Il ripristino della Cassa di espansione del torrente Samoggia, danneggiata in modo grave nel corso della piena del 17 novembre di due anni fa- spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- è di vitale importanza perché mette in sicurezza non solo il territorio persicetano, ma anche quello della Bassa pianura bolognese. I lavori dureranno circa 90 giorni e sono realizzati con i fondi di Protezione civile concessi dal Governo per far fronte all’emergenza”.

Il progetto

L’intervento di consolidamento, del costo di 180mila euro, progettato dai tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, mira a fortificare lo sfioratore laterale per assicurare la massima efficienza nello scolo delle acque anche in caso di portate particolarmente elevate, fa sapere la Regione. È inoltre programmata la risagomatura dell’intera opera: per rafforzare la struttura idraulica, la lavorazione principale consisterà nel rivestire la sommità, il paramento di valle e il bacino di dissipazione dello sfioratore con blocchi ciclopici di pietra.

Previsto anche l’innesto di terreno vegetale e l’idrosemina, una tecnica di ingegneria naturalistica utilizzata per rinverdire le superfici. All’esterno, in prossimità dello sfioratore, si interverrà invece per rimuovere i detriti - tronchi, ramaglie e materiale terroso - che si sono accumulati dopo le recenti piene.

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