Indennità Covid per i precari: "Ancora in 5mila non hanno visto un Euro"

Presidio sotto il palazzo dell'Inps. Sono in molti a essere rimasti esclusi sia dal sistema della cassaintegrazione che, inizialmente, anche da quello dei '600 Euro'

Lavoratori dello spettacolo, della cultura, del turismo, intermittenti, stagionali, occasionali... è l'esercito degli 'invisibili', quelli rimasti esclusi dagli ammortizzatori sociali, quelli che più hanno patito il lockdown e che hanno (e avranno) più difficoltà a ripartire.

Le stime dei sindacati parlano di almeno "5.000 persone in Emilia-Romagna", e oggi, in presidio davanti alla Direzione regionale dell'Inps in via Milazzo a Bologna, chiedono all'Ente di intervenire subito.

"Le stime parlano di 4-5.000 persone, ma essendo lavoratori pressoché invisibili è anche difficile dare una stima che rischia di essere al ribasso rispetto alla vera dimensione- premette Paride Amanti, della segreteria regionale Cgil- oggi che quelle indennità sono legge, noi chiediamo che l'Inps vada ad erogare subito senza perdere un minuto in più quanto dovuto a questi lavoratori e queste lavoratrici che da febbraio non vedono un euro".

Le tre sigle confederali hanno dunque promosso questo sit-in e con una delegazione composta dallo stesso Amanti, da Giuliano Zignani segretario regionale Uil, e Orietta Ruccolo della segreteria regionale Cisl, hanno incontrato anche i vertici dell'Istituto per "chiedere lo sblocco immediato per quel che riguarda questi ammortizzatori, e che l'Inps faccia le dovute forzature nei confronti del Governo", chiarisce Zignani.

Anche perché, ricorda il segretario, "non è che sono soldi che ci vengono regalati: sono soldi dei lavoratori che impropriamente vengono tenuti e non vengono sbloccati: hanno dato soldi a tutti a partire dai notai, hanno dato 600 euro ai notai e non li danno a chi ha realmente bisogno di arrivare a fine mese". Insomma, "chiediamo che l'Inps paghi; e se ci fossero ancora resistenze, chiediamo alla ministra Catalfo di intervenire perché una norma di legge dev'essere rispettata, come pure chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di farsi parte attiva per sollecitare da subito questi pagamenti", è l'appello di Amanti, che ricorda la necessità di "una norma per cui renda compatibile chi prende 40 euro di ammortizzatore sociale con le indennità Covid".

Al microfono, nel palchetto allestito davanti alla Direzione regionale Inps, una lavoratrice dello spettacolo, Laura Sottili, professione conduttrice, racconta la sua esperienza: "Ogni volta che ci colleghiamo nella nostra area sul sito dell'Inps alla voce 'esito della domanda', da quando abbiamo avuto la possibilità noi intermittenti di fare domanda per l'indennità di marzo aprile maggio ad oggi, quindi al 29 luglio, la risposta che ci dà l'Inps è 'ancora in attesa di esito'. Sono due mesi che siamo in attesa di esito per le indennità di marzo aprile e maggio".

Ma Sottili si chiede anche cosa succederà "una volta superato questo scoglio: ad oggi sono tante le società, le produzioni e le associazioni, le Pro Loco che si sono forzatamente arrestate nella produzione di eventi e spettacoli teatrali, perché le forze da mettere in campo sono troppe per rispettare tutte le normative. Sono migliaia le persone che non stanno lavorando". Insomma, per i lavoratori dello spettacolo "è come se il lockdown non fosse finito", conclude la conduttrice.

Zignani ricorda anche i lavoratori dell'artigianato: "In Emilia-Romagna sono, per quel che riguarda maggio, 30.000 lavoratori che devono ricevere l'assegno, e 20.000 per giugno. Quindi abbiamo un esercito di oltre 25-30.000 persone tra tutte le varie categorie che sono da esattamente da mesi che non hanno un minimo di salario. Ecco, questa è la vergogna dello Stato italiano", conclude il segretario.

Il presidio di questa mattina è stato anche un momento per rinnovare il sostegno Cgil-Cisl-Uil al personale Inps per quanto fatto in questi mesi, "un impegno straordinario che non può e non deve essere messo in discussione dagli errori e dalle scelte sbagliate di chi ha la responsabilità di assumere le decisioni".

Una giornata di mobilitazione che fa il paio con la "Notte per il lavoro" che questa sera, dalla cornice di piazza Santi Apostoli a Roma, chiederà tra le altre cose il blocco dei licenziamenti, la proroga degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell'anno, i rinnovi contrattuali nazionali, la riforma fiscale e la lotta all'evasione. (Dav/ Dire)

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mezza Italia (Emilia Romagna compresa) verso il 'giallo'. Bonaccini: "Per Natale soluzioni che evitino il tana libera tutti"

  • Il Covid fa la sua prima vittima fra i sanitari del S.Orsola: morto a 59 anni l'infermiere Sergio Bonazzi

  • Siglata nuova ordinanza. Riaperture negozi, corsi e lezioni di ginnastica a scuola: ecco cosa cambia

  • Giornata del Parkinson, le neurologhe: "Per combattere la malattia, tre tipi di terapie avanzate"

  • Dati Covid confortanti: l'Emilia-Romagna verso la zona gialla (ma non subito)

  • Scatta oggi la nuova ordinanza: le restrizioni si allentano, cambiano le regole del commercio

Torna su
BolognaToday è in caricamento