Fiom e Cgil, incalzeremo Colla: "Basta lavoro povero e malpagato"

I segretari dei sindacati bolognesi, Maurizio Lunghi e Michele Bulgarelli, fanno anche il punto sugli accordi aziendali 2017-2019

foto archivio

Con il nuovo patto per il lavoro atteso in Emilia-Romagna, a cura della giunta Bonaccini bis dove entrerà l'attuale vicesegretario della Cgil nazionale Vincenzo Colla, "va superata l'occupazione povera, con pochi diritti e mal pagata". Ne sono convinti la Cgil e la Fiom-Cgil di Bologna, i cui segretari Maurizio Lunghi e Michele Bulgarelli si fanno sentire con dati e tabelle alla mano.

I numeri sono quelli degli accordi di secondo livello negli ultimi tre anni nelle aziende metalmeccaniche del territorio: se denotano una certa vitalità e distintività territoriale, tra operai e impiegati 'di fabbrica', la cassa integrazione e' tornata a macinare molte ore. E così si punta anche sull'ex segretario Cgil dell'Emilia-Romagna, annunciato nei giorni scorsi dal governatore Stefano Bonaccini ancora alle prese, dopo la vittoria del 26 gennaio, con la formazione della sua nuova squadra di governo.

Ricorda Lunghi: "A Bologna abbiamo già avuto esperienze di compagni del sindacato nelle istituzioni, dal sindaco Cofferati in giù. Pensiamo che una figura come Vincenzo Colla possa portare un contributo positivo al tavolo del confronto, soprattutto- puntualizza il segretario della Camera del lavoro- nel dialogo costruttivo che dobbiamo avviare per il nuovo patto per il lavoro".

Si aspetta molto da Colla anche Bulgarelli, che confida: "Colla in giunta regionale? Si possono fare grandi cose. Abbiamo bisogno che l'Emilia-Romagna giochi un ruolo di guida di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, dai cambiamenti climatici all'automazione-robotizzazione. Pensiamo che Vincenzo sia la persona giusta in quel ruolo e possa fare bene. Sicuramente- sorride il segretario Fiom- non faremo sconti a nessuno, non li abbiamo mai fatti, e ci aspettiamo tanto".

Insiste Bulgarelli sull'urgenza del nuovo patto per il lavoro, dopo il primo firmato nel 2015 e via via aggiornato: "Il nuovo patto per il lavoro deve bloccare i licenziamenti e operare un green new deal per tutte e tutti, non il bonus dell'auto elettrica- raccomanda il numero uno Fiom- solo per chi se lo può permettere. Colla penso possa fare bene, visto anche il suo impegno in questi anni contro il Jobs Act, certo, e sa che lo incalzeremo". In tutto questo, il sindacato fa il punto sugli accordi aziendali 2017-2019.

Illustra Bulgarelli: "Il quadro mostra che a Bologna c'è una grande vitalità, con 248 accordi in tre anni e più di 22.000 metalmeccanici che hanno avuto un contratto aziendale firmato dalla Fiom in questi ultimi tre anni. I temi sono la redistribuzione salariale e gli orari di lavoro ma anche lo smart working e le ferie solidali, gli appalti e i limiti alla precarietà, fino all'impegno per una giustizia climatica a suon di indicatori che, a livello di premio di risultato, riconoscano quelle realtà che ad esempio riducono i consumi energetici".

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Purtroppo, precisa la Fiom, c'è anche l'altro lato della medaglia, come altre recenti statistiche hanno rilevato. "La fine del 2019 ha visto a Bologna più di 10.000 metalmeccanici occupati in aziende con ricorso agli ammortizzatori, tra cassa integrazione e solidarietà. Stiamo verificando come è partito questo 2020, ma pensiamo di aver bisogno di strumenti sia vecchi sia nuovi: le tante crisi che ci sono nel territorio bolognese sono diverse le une dalle altre, non c'è un'unica ricetta". Per questo, rimarca Bulgarelli, "ci serve un nuovo patto per il lavoro che blocchi i licenziamenti". Ad esempio, sulla mobilità elettrica "c'è bisogno di coprire a loro volta i lavoratori della componentistica, che a Bologna significa Magneti Marelli, con nuovi ammortizzatori". (Dire)

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